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«I rider? Lavoratori senza alcun diritto»

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INTERVISTA «Sfatiamo subito un mito: a fare i rider non sono studenti universitari che arrotondano, ma sono soprattutto stranieri e persone espulse dal mondo del lavoro». Parola di Luca Stanzione, segretario generale della FILT Cgil di Milano. Il sindacato che ha indetto per venerdì 25 lo sciopero di tutti i circa 3000 fattorini operativi a Milano, dopo il grave incidente del 17 maggio scorso, nel quale un lavoratore di Just Eat ha perso una gamba. 

Stanzione, perché questo sciopero? 
Perché servono tutele: i rider non hanno sicurezza suò posto di lavoro, assicurazione, malattia, formazione! Proviamo a fare un po’ di luce su una categoria di lavoratori invisibili. E perché serve una norma nazionale che li tuteli. 

Quanto guadagna un rider e che contratto ha?
Dipende dalle società: si va dai 2,5 ai 4,5 euro lordi a consegna. Circa i contratti, c’è di tutto, partite iva, a progetto, anche gente in nero. C’è chi lavora 14 ore consecutive e chi ne fa tre, però se non sei abbastanza veloce, l’algoritmo ti toglie i turni più redditizi (pranzo e cena) e lascia quelli dove guadagni meno. Naturalmente la piattaforma può anche espellerti, in qualsiasi momento. Oltre a ciò, si deve aggiungere che il materiale è tutto a carico del lavoratore: bici (e relativa manutenzione), palmare, batterie esterne!

Palazzo Marino ha promesso di intervenire. 
Sì, ci sta provando, ma ha un tavolo aperto solo con i sindacati, le aziende hanno sempre rifiutato il confronto. 

In effetti il Comune può fare poco… 
Dal punto di vista delle norme generali sì, ma potrebbe per esempio chiedere un contributo a queste ricchissime piattaforme per la manutenzione delle ciclabili, infrastrutture che i rider usano come strumento di lavoro e per le quali non versano un euro. 

E lo ha mai fatto?
Che io sappia, no. 
Andrea Sparaciari

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