Fatti&Storie

L'Italia invecchia e i giovani sono in fuga

rapporto istat

ROMA. Sempre di meno e sempre più vecchi. Eccoci, noi residenti in Italia,  paese “vecchio”,  anzi il secondo più vecchio al mondo dopo il Giappone. A tracciare il quadro è l’Istat nel suo rapportone annuale, da quale emerge la fotografia di un Paese caratterizzato da una continua emorragia: a partire dal 2015 l’Italia è entrata infatti in una fase di declino demografico e per il terzo anno di fila la popolazione totale diminuisce di quasi 100 mila persone rispetto all’anno precedente: sempre meno nati, anche stranieri, e sempre più in fuga all’estero. Per il nono anno consecutivo le nascite registrano una diminuzione. E anche  la variazione della popolazione straniera sull’anno precedente presenta valori modesti, soprattutto se comparati con quelli degli anni Duemila. 

In fuga con la laurea

Quanto ai cosiddetti italiani in “fuga”, dato in crescita dal 2007, a far riflettere è il fatto che continuano ad aumentare gli emigrati con alto livello di istruzione: quelli con almeno la laurea passano da 19 mila del 2013 a 25 mila nel 2016. E la fascia d’età in cui si registra la perdita più marcata è quella dei giovani dai 25 ai 39 anni, il 30% dei quali con in tasca un titolo universitario o postuniversitario. Abbastanza da autorizzare a parlare di «fuga dei cervelli».  

Cultura, gap Nord-Sud

Secondo l’Istituto di statistica, nel 2016 il 38,8% degli adulti italiani non ha partecipato alla vita culturale del Paese. L’inattività è minima tra i giovani, diventa più frequente già a partire dai 25 anni ed è massima dopo i 75 anni (56,2%), tra chi ha titoli di studio più bassi (57,4% tra chi possiede al massimo la licenza media) e tra i residenti al Sud, dove oltre la metà delle persone non partecipa alla vita culturale del Paese (con picco del  56,6% nel Mezzogiorno “interno”). Come la cultura anche la sanità ita si conferma a due velocita': un Centro-Nord con strutture di eccellenza e un Sud da dove spesso si emigra per curarsi.

Tengono i rapporti umani

Le amicizie e l’aiuto delle persone vicine sono  un elemento che ancora contraddistingue il nostro Paese. ll 78,7% delle persone di 18 anni e più dichiara di poter fare affidamento almeno su un parente, un amico o un vicino; il 33,1% ha dato almeno un aiuto gratuito nelle 4 settimane precedenti l'intervista. Quanto a Internet, spiega il presidente  Istat Giorgio Alleva, «l’utilizzo crescente dei social network non rappresenta una modalità sostitutiva, ma complementare, delle relazioni sociali».

Roma,  Milano e Napoli 

Nel tradizionale rapporto annuale, l'Istat ha messo a confronto la struttura delle disuguaglianze urbane in tre delle principali città italiane, Milano, Roma e Napoli, evidenziando come ci sia comunque quasi sempre un netto distacco tra il centro e la periferia. Il capoluogo lombardo ha una struttura radiale, a cerchi concentrici. Le aree più benestanti coincidono con quelle con i più alti valori immobiliari (zone centrali).  Nella Capitale le zone più vulnerabili sono presenti anche in aree centrali.

Articoli Correlati
Fatti&Storie