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Il Salone vale 30 milioni di euro

TORINO/SALONE

CITTA' Mentre la 31ª edizione del Salone del libro si avvia alla chiusura oggi, si fanno i conti sul ritorno economico della passata edizione. Lo scorso anno sono state stimate ricadute economiche dirette sull’economia torinese per circa 14,2 milioni, cifra che sale a 29,5 milioni se si guardano gli effetti indiretti. Lo dice uno studio dell’Università di Torino presentato ieri basato su 2.140 questionari fatti al Salone 2017: il 37,2% visita la fiera dell’editoria da oltre 7 anni, mentre soltanto il 23,8% era alla prima edizione. Il 56% arriva dall’area metropolitana, mentre il 31,2 % giunge addirittura da altre regioni. Oltre l’86% di coloro che vengono da fuori l’area metropolitana giunge in città solo per il Salone. «Il fatto che il 60% del pubblico sia fidelizzato vuol dire che il Salone ha un valore economico significativo – ha commentato Mario Montalcini – e stiamo cercando di organizzare una collaborazione stretta, di medio lungo-termine, con il mondo delle università». Dopo l’afflusso record di pubblico di sabato, con gli ingressi chiusi per un’ora e gli addetti alla sicurezza raddoppiati per oggi, anche ieri le sale del Lingotto sono state prese d’assalto per gli eventi  con Piero Angela, Fabio Volo, Michele Serra, Marco Travaglio e Zerocalcare. Alla Sala Blu alcuni albanesi hanno contestato il primo ministro di Tirana, Edi Rama. Secondo loro, il fratello del ministro dell’interno albanese è stato condannato in Italia a 7 anni per traffico di droga e sarebbe in «libertà proprio grazie al premier Rama», fatto smentito da Rama: «Si trova in galera». ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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