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Tra pendolari e Trenord duro scambio di accuse

Milano

RHO Ieri mattina alle 8.55, tra Pregnana Milanese e Rho, il treno 10621 Novara-Pioltello si è fermato. Guasto. I pendolari, stipatissimi e accaldati, dopo un’ora di sofferenza sono usciti dal convoglio riversandosi sulla massicciata. La circolazione è stata così bloccata su tutta la linea, fino alle 10.30. Muro contro muro, versioni contrapposte. Per Trenord, dopo il guasto tutte le operazioni di “recupero” del convoglio sono state attuate correttamente, l’aria condizionata era funzionante e il capotreno ha informato i asseggeri e aperto loro i finestrini. Soprattutto, Trenord sottolinea che “alcuni viaggiatori hanno indebitamente forzato le porte del convoglio”, causando un immediato stop a tutta la linea “a discapito dei passeggeri rimasti correttamente a bordo”. Il comitato di pendolari della Linea S6 Milano-Novara non ci sta: il treno era “sovraccarico” perché la corsa precedente era stata annullata, diversi passeggeri hanno accusato mancamenti (“se l’aria condizionata funziona la gente non sta male”), Trenord anziché scusarsi “scarica il barile”. I pendolari, invece, non hanno “forzato le porte”, che sono state aperte dal personale di bordo per puro “buon senso, per alleviare il disagio dei viaggiatori”.

Capotreno aggredito a Cremona
Un capotreno di Trenord, accusato di non aver aiutato a salire a bordo treno (il 2661 Milano-Mantova) un ragazzino in sedia a rotelle, è stato picchiato martedì alle 19.30 a Cremona dal padre di quest’ultimo, un pizzaiolo poi individuato (rischia una denuncia). Trenord ha puntualizzato la correttezza dell’operato del controllore: la madre, arrivata tardi col figlio al binario 23 col figlio, aveva bloccato le porte, il capotreno li ha fatti salire a bordo, ma il padre si è convinto che avessero subito un torto.

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza

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