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Governo last minute appeso a Berlusconi

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ROMA La chiave potrebbe essere una «critica benevolenza», o «astensione benevola», che Forza Italia potrebbe esprimere nei confronti di un esecutivo targato M5S-Lega. La proposta arriva da Giovanni Toti, forzista che da sempre tenta di costruire i ponti con il Carroccio. Ma Berlusconi accetterà di restare a lato? La domanda ha ossessionato deputati e senatori per tutta la giornata di ieri. Lo stesso leader della Lega, Matteo Salvini, ha assicurato che tenterà «fino all’ultimo minuto» di convincere l’alleato, anche a costo «di sembrare uno che pecca di ottimismo e di fiducia». Salvini, che non avrebbe sentito direttamente Berlusconi, avrebbe però incontrato di persona il leader pentastellato Luigi Di Maio.

Supplementari di 24 ore

Dal confronto sarebbe uscito poco: l’ufficio stampa del Quirinale, con uno scarno comunicato, ha fatto sapere che Lega e M5S hanno chiesto 24 ore di tempo supplementare per tentare di trovare un accordo. Ma il nodo da sciogliere, più che tra Salvini e Di Maio, è ad Arcore, dove l’ex Cav mostra scetticismo, nonostante i tentativi di convincerlo che arrivati da varie parti, ad esempio dal suo collaboratore di sempre, Fedele Confalonieri.

«Ora parli Berlusconi»

Salvini ha aggiunto: «O si trova una chiusura nelle prossime ore, oppure la chiusura la danno gli taliani», con un voto che arriverebbe forse nel mezzo dell’estate. La Lega aspetta «parole chiare» da Silvio Berlusconi, sotto pressione anche dai suoi stessi parlamentari che non sembrano troppo convinti dall’idea di tornare al voto così presto.

Empasse sulla guida

La quadra deve arrivare su chi debba andare a Palazzo Chigi. Una delle tesi che circola è che Salvini e Di Maio possano fare i vicepremier, lasciando la guida dell’esecutivo ad una figura terza. Ma il nome ancora non c’è. Anche l’ipotesi Giorgetti non ha avuto il visto dei pentastellati. C’è chi sottolinea che si cercherebbe una donna (è circolato il nome di Giulia Bongiorno) e che comunque il nome sarà gradito al Quirinale. Intanto una prima apertura è arrivata da Renato Brunetta di Forza Italia: «Se vogliono fare il governo, lo facciano. L’alleanza rimane - ha sottolineato l’ex capogruppo dei deputati azzurri - del resto anche nel 2011 e nel 2013 la Lega non votò il governo Monti e il governo Letta, ma la coalizione rimase. Il grande valore è l’alleanza, ma nessuno ci può chiedere altro».

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