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Micol: La mia arpa suona il rock in libertà

Micol Picchioni

ROMA «Ho sempre avuto la tendenza a scrivere brani pop all’inizio della mia carriera da arpista classica, poi col tempo mi sono avvicinata al rock perché immaginavo di poter esprimere la mia personalità in modo unico, libero, senza i canoni classici e sognavo di diventare una rock star». Parola di Micol Picchioni, in arte Micol, arpista di talento arrivata al rock e al pop dopo una solida formazione classica (ha suonato nell’Orchestra Cherubini diretta da Riccardo Muti), in concerto domani alle 21 al Parco della Musica. Presenterà l’album d’esordio “Arpa Rock”, che comprende riletture di classici rock, da Nirvana a Radiohead.

Quali sono gli artisti che l’hanno ispirata in questa virata?
I Rock Progressive: Genesis, Area e poi Bowie, Cat Stevens, Springsteen. Ho avuto una passione sfrenata per i Led Zeppelin e i Nirvana. Mi sono avvicinata ai Massive Attack e ai Radiohead per le atmosfere, coi Sigur Ros ho passato una serata dopo un loro concerto e Jeff Buckley ha fatto un solo disco che è un capolavoro, non potevo non suonare Grace. Sono arrivata ai Beatles alla fine di questo percorso ma l’ultimo brano che ho arrangiato è dei Dire Straits.

Cosa le permette di esprimere il rock rispetto alla musica classica?
La classica ti può dare molte emozioni, la bellezza dei teatri, i grandi compositori, i direttori, però sei dentro uno schema che col rock puoi distruggere. Sono  ribelle di natura e quando suonavo classica immaginavo sempre di impazzire e sognavo di stare sola su un grande palco .

Com’è arrivata al suo album di debutto?
Ero in un momento di stallo, produttori che andavano e venivano ma nessuno faceva quel che avrei voluto fare. Sono partita da Roma per S.Faustino di Rubiera a Reggio Emilia e ho trovato subito una sintonia con Fabio Ferraboschi e il suo Busker studio dove ho registrato in 10 giorni il mio 1° cd. I brani li avevo già in testa: tutti brani che hanno fatto la storia del Rock.

Ci sono musicisti, italiani o internazionali, coi quali le piacerebbe collaborare?
Mi piacerebbe conoscere Bruce Springsteen e sogno di andare a Los Angeles e fare un brano con Moby, un giorno o l’altro andrò lì nel suo ristorante. Gli artisti italiani? Un giorno suonerò live “firth of fifth” dei Genesis con Sergio Cammariere che ha partecipato al mio disco, o almeno lo spero. Con Edoardo Bennato abbiamo avuto modo di conoscerci e visto che suono un suo brano, chissà...  

 

STEFANO MILIONI

 

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