Spettacoli

«La maternità ti cambia la prospettiva»

Donatella Finocchiaro

CINEMA Tutte le mamme di Donatella. Che mamma lo è diventata nella vita reale e che nei prossimi giorni vedremo anche nei panni di due mamme.
E lei, Donatella Finocchiaro, che ammette “la maternità ti cambia la prospettiva ma non ha a che vedere per forza con i ruoli di madre che interpreto”, come racconterebbe queste due madri?
Come due madri disperate.

Diversissime tra loro?
Sì. È una madre in  cerca del figlio scomparso, una madre che solo la fede aiuterà a non sprofondare la donna di “Nato a Casal di Principe”, drammatica storia di camorra diretta da Bruno Olivero e prodotta da Amedeo Letizia, ex attore ne “I ragazzi del muretto” che quella storia l’ha vissuta sulla sua pelle. Una storia di coraggio.

E, invece, che madre è la donna di Youtopia che ha appena aperto gli Incontri Internazionali di Sorrento?
Una donna che vede la sua vita diventare un fallimento, ha grossi problemi economici e una figlia che pensa di vendere on line la sua verginità per risolverli.

Ma che rapporti ha lei con i social?
Li uso con moderazione ma vedo intorno a me molti che si lasciano letteralmente schiavizzare.

Con che conseguenze?
Quelle che vediamo: viviamo sempre più chiusi nelle nostre case, nei nostri gusci, concentrati sul nostro ego, parliamo con gli altri solo attraverso il filtro dei social, persino per trovarsi un fidanzato bisogna cercare lì. Che tristezza!

Ha a che vedere anche con  una caduta verticale di valori o di certezze prima ancora che di morale?
Assolutamente sì. Una caduta di valori totale, drammatica, legata anche al nostro egocentrismo, all’idea che tutto è possibile, più che mai nel mondo del virtuale.

Qual è per lei il limite?
Io penso che c'è un limite alla disperazione e alle soluzioni da trovare, non si va a rubare se si ha fame, ma il problema è che Internet lavora in modo sottile. Su Internet si esercita una forma di pornografia che sembra più lieve, che ti dà l'illusione di non sporcarti: ci si offre senza farsi toccare. Per questo molti agiscono su un filo, al limite e non si rendono conto di ciò che fanno. Tutto, mettendo i nostro ego al centro, diventa possibile, anche vendere parti di se stessi.

Progetti prossimi venturi?
Intanto Beate, il film che andrà a Bari il 26 aprile in anteprima. Il primo è una commedia italiana tutte donne. Siamo operaie e suore. Le prime vengono licenziare dalla fabbrica e le seconde le aiutano ad organizzarsi con una nuova attività dentro il convento. E poi la serie “L'Aquila” di Marco Risi, la prima sul terremoto.

 

SILVIA DI PAOLA

 

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