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Pif: La mafia esiste ma c’è pure chi la combatte

Anna Foglietta Francesco Scianna

TELEVISIONE Prima di tutto è “una battaglia civile”. Poi è “una fiction ma anche il nostro contributo alla lotta alla mafia”. E, non ultimo, è un grido: «Sappiate che a Palermo esistono negozianti che non pagano il pizzo e che noi non abbiamo pagato il pizzo per girare. È importante dirlo e ridirlo, così come ripetere che oggi in una serie che ride su Totò Riina nessuno si è fatto male o è stato minacciato. Anni fa non sarebbe stato possibile. Il che significa che si può cambiare, che mentono quelli che vi dicono che nulla cambia, soprattutto in Sicilia. Così come mentono quelli che vi dicono che la mentalità mafiosa non esiste. Esiste ed è ancora forte, parte dal presupposto che ognuno di è un business di proprietà di qualcuno. E invece ognuno di noi è solo proprietà di se stesso».

Così parla Pif, ovvero Pierfrancesco Diliberto, introducendo la seconda stagione de La mafia uccide solo d’estate per la regia di Luca Ribuoli, dal 26 aprile su Rai1 in 6 prime serate, con Claudio Gioè e Anna Foglietta tra gli altri, e precisa: «Ho scritto solo il soggetto, le singole puntate le scrivono gli autori e anche loro è la scelta di inserire nella fiction materiali di repertorio per  ricordare la storia a tutti. E la famiglia Giammarresi siamo noi, la nostra cattiva coscienza, i nostri compromessi. Non si tratta  solo di una famiglia palermitana Anni ‘70. Siamo noi italiani nel bene e nel male».

 

SILVIA DI PAOLA

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