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Piazza San Carlo reato derubricato

TORINO PIAZZA SAN CARLO

TORINO È già cambiata l’accusa nei confronti dei due giovani fermati tra giovedì e venerdì per aver provocato il panico di piazza San Carlo, il ferimento di più di 1.500 persone e la morte di Erika Pioletti.

Prima era ipotizzato l’omicidio preterintenzionale, una morte non voluta ma prevedibile come conseguenza di un gesto finalizzato a far male, cioè l’usare lo spray urticante per le rapine. Ora si è passati a omicidio come conseguenza di un altro delitto, una conseguenza non voluta né prevista, quindi meno grave. Lo ha stabilito il gip che ha convalidato il fermo e ha disposto la custodia cautelare di Sohaib Bouimadaghen, il 20 enne italiano di origini maghrebine in cella dalla sera di giovedì.

Secondo il giudice lui e il suo complice hanno una «gravissima colpa», cioè «avere causato le prime condizioni perché si realizzassero le gigantesche e plurime ondate di panico che hanno causato così tanti feriti fra gli spettatori presenti in piazza quella sera e anche la morte di una di questi». I giovani arrestati hanno spiegato di «sentirsi in colpa per essere stati la causa iniziale del panico».

Soddisfatti per la decisione del gip gli avvocati di Bouimadaghen, il principale sospettato che ha confessato: «Il giudice ha accolto le nostre richieste», ha dichiarato Basilio Foti, che assiste il giovane con la collega Emanuela Cullari: «Se le lesioni agli oltre trecento feriti erano state valutate come conseguenze colpose, quindi non volute, anche l’evento morte, in quanto conseguenza di un altro delitto, avrebbe dovuto essere considerato non voluto e non previsto».

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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