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Tangenti nella Sanità l'imprenditore non parla

Milano

SANITA' Tommaso Brenicci, l’imprenditore in carcere a San Vittore per l’inchiesta su una presunta corruzione legata alla vendita di presidi medico-sanitari negli istituto Cto-Pini e Galeazzi, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia davanti gip Teresa De Pascale. «Intende chiarire i fatti contestati, ma ci vorrà tempo per studiare tutte le carte dell’inchiesta», spiega il difensore Paolo Tosoni, che, riferendosi ai domiciliari degli altri cinque indagati, aggiunge: «Probabilmente anche per Brenicci sarebbe stata più opportuna una misura meno afflittiva».

A proposito degli altri, piovono provvedimenti delle istituzioni nelle quali lavoravano. Dopo il Galeazzi, che ha interrotto «ogni rapporto professionale» col medico libero professionista Carlo Luca Romanò, Responsabile del Centro di Chirurgia ricostruttiva e delle infezioni osteo - articolari, anche l’Asst Gaetano Pini-Cto di Milano ha annunciato di avere «assunto provvedimenti di sospensione dal servizio» nei confronti del direttore sanitario Paola Navone e dei primari Giorgio Maria Calori e Carmine Cucciniello». L’Università degli Studi, dal canto suo, ha sospeso cautelativamente dall’insegnamento di Microbiologia Lorenzo Drago (era direttore delle analisi al Galeazzi), e annullato il contratto di insegnamento di ortopedia dello stesso Calori.

Ieri ha parlato anche la politica. Il presidente lombardo Attilio Fontana ha detto che, se le accuse risultassero fondate, la Regione «si costituirà parte civile» nel processo che seguirà. L’assessore alla Sanità, Giulio Gallera, ovviamente concorda, e, rivolgendosi ai medici, aggiunge: «Faccio un appello ai medici: non è pensabile che chi sa, non segnali le scorrettezze ai direttori generali o alla Direzione generale Welfare».

Foto Davide Salerno/Fotogramma

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