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L'archivio Luciano Chailly va a Trento: addio Milano

MUSICA L’archivio di Dario Fo e Franca Rame è andato a Verona. Quello di Claudio Abbado a Berlino. E Bologna, in questi giorni, sta contendendo a Milano la biblioteca di Umberto Eco. Come si risolverà quest’ultima partita non si sa. Quello che è certo è che, intanto, la nostra città ha perso un altro giacimento: è l’archivio di Luciano Chailly (foto Erio Piccagliani/Teatro alla Scala), morto nel 2002, celebre compositore, già direttore artistico della Scala negli anni ‘70 nonché padre di Riccardo, attuale direttore musicale della Scala, dell’arpista Cecilia e della giornalista Floriana. Tutto il materiale si trova già a Trento, dove l’archivio della Provincia lo sta riordinando. Si tratta, dice a Metro l’archivista Isabella Bolognesi, di «partiture, tra cui quelle dei suoi lavori con Buzzati, manoscritti inediti, locandine, articoli...». Perché Trento? Floriana ricorda che i suoi sono sepolti a Pieve di Ledro, vicino a dove si conobbero e a dove si trova la casa delle vacanze, la “Gesualda”. Sottolinea le motivazioni culturali dei fratelli: «Trento, per i 15 anni del “prestito”, ha offerto forti garanzie per rendere fruibile al meglio, specie da parte di giovani musicisti, il lavoro di nostro padre. Abbiamo preso contatti anche con la Fondazione Cini, con Ferrara, Bologna e, a Milano, con Università degli Studi, Archivio Ricordi e Conservatorio. Ma non abbiamo ricevuto una proposta decente».

SERGIO RIZZA
@sergiorizza

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