Spettacoli

«L’attualità di Cervantes»

Circus Don Chisciotte Ruggero Cappuccio

ROMA «Il Don Chisciotte è un libro contro la claustrofobia sociale, nel quale il protagonista cerca di non rimanere impigliato nelle maglie di uno schema esistenziale preordinato. Ed è proprio questo a renderlo, dopo oltre quattro secoli, sempre attuale». Così Ruggero Cappuccio motiva la scelta del celebre romanzo di Cervantes come ispirazione del suo spettacolo, Circus Don Chisciotte, all’Eliseo fino al 22.

Chi è il suo protagonista?
Un uomo che nel suo piccolo cerca di innescare una rivoluzione di senso. Un po’ quel che fanno alcuni medici nelle aree di guerra, o i preti impegnati in quartieri problematici delle città. Il suo macro-modello potrebbe essere Papa Francesco.

L’ambientazione delle vicende nella sua Napoli è stata solo dettata dal cuore?
No, la mia città è uno scenario perfetto non solto per le sue contraddizioni inestinguibili, ma anche per il fatto che i suoi pregi e i suoi difetti sono rovesci di una stessa medaglia.

Quali sono i mulini a vento della nostra società, secondo Ruggero Cappuccio?
Gli apparati tecnologici che stanno drogando gli esseri umani, spogliandoli della loro essenza, della loro presenza a se stessi. È un mondo che non vuole più uomini e cittadini, ma consumatori e deportati a domicilio, non più in grado di partecipare alla vita con una propria interiorità, con un senso del rito sociale.

 

DOMENICO PARIS

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