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Fabrizio Frizzi, l'addio a un uomo generoso

tv in lutto

ROMA Shock nel mondo dello spettacolo. Si è spento ieri notte all’ospedale Sant’Andrea a Roma  Fabrizio Frizzi. Aveva 60 anni. Lascia una figlia, Stella, di quasi 5 anni. A darne l’annuncio la famiglia del conduttore, la moglie Carlotta e il fratello Fabio: «Grazie Fabrizio per tutto l'amore che ci hai donato», hanno scritto. La camera ardente sarà allestita oggi nella sede Rai di Viale Mazzini, dalle 10 alle 18. I funerali si terranno invece  domani alle 12 nella Chiesa degli Artisti a Piazza del  Popolo a Roma.

Il ricordo. «Era un uomo incapace di provare sentimenti di antipatia e di rivalità, era un amico tra gli amici. Era un ragazzo, rimasto un ragazzo». Queste le parole con cui Pippo Baudo ha ricordato  il conduttore scomparso ieri. Quello che colpisce è che tutti coloro che lo hanno conosciuto, ne parlano come di una persona davvero speciale e rara, soprattutto in un mondo,  come quello dello spettacolo, che fa dell’apparire la sua regola principale.

L’impegno con l’Admo
 «Il risveglio di tutti noi è stato segnato da una notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere: la scomparsa di un caro amico, Fabrizio Frizzi. Un grande professionista, un uomo dall'elevato impegno civico caratterizzato da un’alta moralità e sensibilità  verso chi ha bisogno, un uomo raro». Così su instagram il ricordo dell'Admo, l'associazione italiana donatori di midollo osseo, a cui il presentatore era iscritto. «In seguito all'incontro con Mario Bella, fondatore di Admo dopo la scomparsa del figlio Rossano, decise di entrare a fare parte della grande famiglia Admo - ricorda l'associazione - non solo come testimonial instancabile e sempre disponibile ma come donatore di midollo osseo, che donò effettivamente dopo pochi anni dall'iscrizione all'associazione ed al registro». Il riferimento è alla storia della giovane Valeria Favorito, che scoprì per caso in tv che il donatore che le aveva salvato la vita era proprio Frizzi. «Parlava di questa sua esperienza - ricordano ancora all’Admo - che permise ad una persona di tornare alla vita, come di un gesto semplice e normale, felice di aver fatto qualcosa di speciale senza sentirsi un eroe. Splendido testimone per noi ma soprattutto grande persona. Siamo stati fortunati ad averti avuto al nostro fianco. Ciao Fabrizio!».

«Doveva essere il mio testimone di nozze»
Lo ricorda con commozione anche il dott. Fabio Benedetti del Reparto di Trapianto del midollo ed ematologia del Policlinico di Verona, il medico che ha eseguito il trapianto del midollo di Fabrizio Frizzi a Valeria Favorito, allora una bimba malata di leucemia. «Lei era giunta da noi in condizioni gravissime - ricorda Benedetti - Tramite il sistema di donazione nazionale sapevamo che c'era un donatore compatibile ma da Roma non arrivavano risposte perché era sempre impegnato e così mi sono impuntato e ho fatto di tutto per accelerare i tempi. Frizzi  quando ha saputo del caso di Valeria è stato grande: anziché seguire la prassi, rinunciando in parte anche alla privacy, anziché i cinque giorni di ricovero tra prelievo e post intervento si è preso solo 48 ore per procedere con la donazione. Ha donato a Roma ed è tornato immediatamente a lavorar». Valeria FAvorito, la 30enne che fu salvata da Frizzi, ha anche raccontato che qualche giorno fa era «andata a Roma per portargli di persona il mio invito di nozze, volevo che lui fosse il mio testimone. Mi disse: se le mie forze me lo consentiranno, oggi sto bene, domani non so».

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