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Lunghe code per votare Di Battista sbaglia seggio

ELEzioni ROMA

ROMA Disorganizzazione, caos e lunghe file hanno caratterizzato l’election day di ieri a Roma e nel Lazio, dov sono stati chiamati al voto 5 milioni di cittadini e dove si è votato anche per le regionali. Alle ore 12 per le elezioni politiche per il rinnovo della Camera a livello nazionale ha votato il 19.43% degli aventi diritto.  Nella tornata elettorale del 2013, che però si svolse in due giorni, alla stessa ora si era recato alle urne il 14,94% degli elettori per la Camera.

Il tagliando anti-frode
Disagi fin dalla mattina registrati  in numerosi quartieri della città,  causati   «in gran parte dalle nuove operazioni richieste per il tagliando antifrode sulle schede». Per questo il  Campidoglio ieri consigliava di «recarsi ai seggi il prima possibile e comunque almeno un'ora prima della loro chiusura».

Schede sbagliate
Schede sbagliate e urna vuotata ai Parioli,  in via Micheli 29, dove  un elettore si è accorto che le schede non erano corrette. La presidente allora ha sospeso le operazioni di voto e si è fatta dare dal seggio accanto le schede corrette per proseguire le votazioni. Problemi anche in un seggio al Pigneto dove un elettore ha fatto notare  che la scheda per le elezioni regionali era priva del timbro e della firma del seggio. Da un controllo è risultato che altre 26 schede, tutte per il voto delle regionali, avevano lo stesso problema, ma è stato deciso che saranno considerate valide. Non sono mancati malori tra i cittadini a causa delle lunghe file.

Paralisi a Castelnuovo
Traffico in tilt  ieri a Castelnuovo di Porto, dove pervengono le schede elettorali degli italiani all’estero. Le operazioni di  spoglio sono rimaste   a lungo bloccate per l’assenza degli scrutatori imbottigliati sulla Tiberina e anche dall’uscita del raccordo anulare.

Di Battista sbaglia seggio

Alessandro Di Battista ha sbagliato seggio per il voto. Quando si è presentato alla sua sezione, in Via Taverna al Trionfale, a Roma, il 39enne deputato M5S ha scoperto che il suo nome non era nelle liste. Dopo una breve impasse, gli scrutatori lo hanno indirizzato al vicino seggio di via Vallombrosa. «E' colpa del mio cambio di residenza, ti devono mandare un tagliandino e a me non è arrivato», ha poi spiegato ai giornalisti.

 

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