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Aumenta l’occupazione di giovani e donne

Lavoro

ROMA Vero che a gennaio è in crescita il tasso di disoccupazione, ma risulta ai minimi dal 2011 per i giovani e contemporaneamente aumenta il numero degli occupati (con record delle donne). È quanto emerge dai dati Istat sullo stato di salute della nostra economia. Un altro dato positivo è che il Pil nel 2017 è cresciuto dell’1,5%, ai massimi dal 2010 e il debito e il deficit in rapporto al Pil sono scesi più del previsto.

Governo soddisfatto

Percentuali, queste, che suscitano soddisfazione all’interno del governo e delle forze politiche. Il premier Paolo Gentiloni invita «a non disperdere tali segnali positivi». Per quanto riguarda la disoccupazione, il tasso si attesta all’11,1%, in crescita di 0,2 punti percentuali rispetto a dicembre. Un aumento che non si registrava da luglio scorso. In crescita anche il numero di occupati: +25 mila rispetto al mese di dicembre. L’aumento, tra i dipendenti, è trainato esclusivamente dai contratti a tempo (+66 mila), mentre quelli stabili calano (-12 mila). Tra gli occupati, sono in salita soprattutto gli ultracinquantenni (+335 mila) ma anche i 15-24enni (+106 mila), mentre calano i 25-49enni (-285 mila). Il dato positivo però è che il tasso di disoccupazione giovanile scende al 31,5% (-1,2 punti) e si tratta il livello più basso dal dicembre 2011, quando si attestò al 31,2%.

Donne ai massimi

Bene anche l’andamento per le donne: il numero di quelle al lavoro sale di 37 mila unità e il tasso di occupazione sale al 49,3%, ai massimi da sempre. Anche su base annua il numero degli occupati risulta in aumento (+0,7%, +156 mila) e anche in questo caso la crescita si concentra solo tra i lavoratori a termine (+409 mila) mentre calano gli indipendenti (-191 mila) e i permanenti (-62 mila). I dipendenti a termine toccano i 2,9 milioni, aggiornando il record assoluto. Per quanto riguarda il quadro macroeconomico, il rapporto deficit-Pil nel 2017 è sceso all’1,9%, a fronte del 2,5% dell’anno precedente. Il dato è inferiore alle stime del governo pari al 2,1%. Il risultato del 2017, il migliore da 10 anni, non include però, spiega l’Istat, la contabilizzazione degli effetti dei salvataggi delle banche venete. Giù anche il debito pari nel 2017 al 131,5%, in calo rispetto al 132% del 2016. Il dato è migliore rispetto alle indicazioni del Governo, che prevedeva un debito in calo al 131,6%.

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