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Milan, «il dolore è un muro da attraversare»

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INTERVISTA Le storie più belle non hanno lieto fine: semplicemente non finiscono. Come quella tra Francesca Rosso (alias Wondy da Wonder Woman) e Alessandro Milan. Francesca, giornalista che ha combattuto contro il cancro e non ce l’ha fatta e Alessandro, giornalista del Sole 24 ore che dopo la morte le aveva scritto una lettera bellissima diventata un libro, “Mi vivi dentro” (Dea Planeta, p. 240, euro 17) presentato lunedì 26 febbraio alle 21 al Teatro Dal Verme di Milano con Nadia Toffa.  

Come si fa a continuare a vivere dopo una storia come questa?
Non c’è alternativa se non vivere. In questo mi ha aiutato Francesca. Se, come ho scritto, mi vive dentro, non posso fare diversamente. Mi si sono sprigionate energie che non pensavo di avere, inseguo sogni, progetti. D’altra parte mi sento più vulnerabile. Mi spaventa il senso di irreversibilità della morte, non tanto per me, quanto per Angelica e Mattia che hanno solo 11 e 9 anni. Francesca diceva “non c’è bisogno di un tumore per apprezzare la vita” ma finchè non sbattiamo contro gli eventi, non cambiamo la prospettiva delle priorità.

Cosa è stato scrivere questo libro?
Mi ha fatto bene: scrivendo ho pianto molto, ma ho sempre pensato a quelle lacrime come a un veleno che usciva da me.

Nadia Toffa, Daria Bignardi, Sabrina Scampini hanno parlato della loro malattia in tv o sui giornali. Questo aiuta chi sta vivendo questa tragedia?
Assolutamente sì. Condividere per sentirsi meno soli e per infondere coraggio è stata anche la scelta di Francesca. Tuttavia sono scelte intimissime, chi non se la sente non per questo è peggiore di chi invece apre il suo cuore.

Nel libro si parla di una forza di volontà simile a un superpotere. Che cos’è?
La chiamano resilienza. Non c’è una ricetta valida per tutti per essere resilienti. Io ho deciso di farlo mettendomi in marcia. L’associazione “Wondy Sono Io”, il “Premio Wondy”, il libro sono tappe di un percorso. Il dolore per me è come un muro che ti si para davanti: se chiudi gli occhi e speri che si sposti, non otterrai granché. Se lo pigli a testate neppure. Io ho scelto di trovare pertugi per attraversarlo.

ALESSANDRA FIORI

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