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Expo: inchiesta sulle bonifiche

MILANO/EXPO

RHO-PERO La procura di Milano ha aperto una nuova inchiesta su Expo. A confermarlo ieri i pm Polizzi e Filippini, titolari  un fascicolo nel quale ipotizzano il reato di omessa bonifica dell’area su cui è stata realizzata Expo e che sta per diventare teatro del più grande progetto di sviluppo urbano di Milano. L’area interessata è quella dove sorgeranno lo  Human Technopole, il nuovo ospedale Galeazzi e dove dovrebbe trasferirsi il campus della Statale. Al centro dell’inchiesta l’inquinamento della falda acquifera da parte di un’azienda chimica che era stato certificato già nel 1999 da Arpa. Stando agli esposti della consigliera regionale Carcano (M5s), nel 2015, alla vigilia di Expo, l’impianto che prima ripuliva le acque non è stato ritenuto più sufficiente e la stessa società Expo non ne avrebbe attivato uno nuovo.
Interrogata da Metro, Arexpo spa, società proprietaria dei terreni che saranno valorizzati dalla Land Lease, ha riferito che tutti i terreni sono stati controllati e  oggetto di bonifica, come la falda acquifera. Un’ulteriore controllo, riferisce Arexpo, è stato effettuato dal Galeazzi prima dell’acquisto dell’area. Anche questi con esito negativo. Per la società, quindi, il fascicolo aperto (un atto dovuto dopo l’esposto, sottolinea Arexpo) non comprometterebbe in alcun modo l’operazione da 2,5 miliardi di euro. ANDREA SPARACIARI

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