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Vaccini, ecco cosa succede dal 10 marzo

Vaccini

 

ROMA. Ancora pochi giorni al 10 marzo, termine ultimo per presentare alle scuole le certificazioni che attestino l’avvenuta vaccinazione dei bambini per i 10 vaccini obbligatori previsti dalla legge. Ma cosa succederà ai genitori inadempienti? I bambini in attesa di vaccinarsi presso le Asl potranno completare l’anno scolastico. A stabilirlo è il Ministero della Salute, che, anche  in risposta alla sindaca di Roma Virginia Raggi, ha inviato una lettera all’Anci per precisare che gli alunni in coda per il vaccino (da dimostrare con la documentazione proveniente dalla Asl) non dovranno essere esclusi dalle lezioni. 

Esclusione: l’iter   

 La legge prevede che la mancata presentazione della documentazione entro il 10 marzo 2018 venga segnalata entro i successivi dieci giorni, dai dirigenti scolastici all’azienda sanitaria locale. A questo punto i genitori sono convocati dall’azienda sanitaria locale competente per un colloquio al fine di fornire ulteriori informazioni sulle vaccinazioni e di sollecitarne l’effettuazione. Nell’ipotesi in cui i genitori o i tutori non si presentino al colloquio o se, dopo il colloquio, non facciano somministrare il vaccino al minore, la ASL contesta allora loro formalmente l’inadempimento dell’obbligo vaccinale, con l’avvertimento  della sanzione pecuniaria e poi l’esclusione dalla scuola.

Il prossimo anno 

Dal prossimo anno scolastico ci sarà più tempo per le vaccinazioni obbligatorie.   Sarà possibile presentare un’autocertificazione sulle avvenute vaccinazioni o copia della prenotazione dell’appuntamento presso l’Asl, ma ci sarà tempo fino al 10 luglio 2019 per presentare la certificazione definitiva che provi l'avvenuta vaccinazione.

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