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Mudimbi: «Adesso più che un Mago serve un medico»

#Sanremo2018/Mudimbi

SANREMO Al 68esimo Festival di Sanremo, il suo “Mago” un po’ di fortuna gliel’ha portata. Al resto hanno pensato i voti. Mudimbi, terzo fra le nuove proposte - e reporter per Metro dalla città dei fiori - racconta la sua esperienza al festival della canzone italiana.

Prima di tutto sua mamma e Orietta Berti come hanno preso questo terzo posto?
Sono molto felici entrambe anche se ovviamente hanno sempre sostenuto che avrei dovuto vincere. Sa com’è...

Il terzo posto però non è male...
No, ma io non sono mai soddisfatto delle mie performance: sono un perfezionista e guardo sempre  le minime cose. È una vita di stenti...

Come dire: #maiunagioia.
Assolutamente. Sono ossessionato dal dover dare il meglio di me. Sempre.

Nella sua sezione Ultimo è arrivato primo. Un aggettivo per la sua canzone?
Bella domanda...

Se vuole può partire da Mirkoeilcane che si è piazzato secondo...
Per la sua canzone direi “spiazzante”. Quella di Ultimo, invece, la definirei semplicemente “bella”.

E la sua?
“Ironica”.

Passiamo ai Big. Primi Meta e Moro, secondo Lo Stato Sociale, terza Annalisa. Crede che le polemiche sul brano che ha vinto abbiano influenzato i voti?
Credo che abbia vinto per la bellezza del brano. Annalisa, dal canto suo, è stata impeccabile nell’interpretazione sul palco.

E Lo Stato Sociale?
Devo ammettere che tifavo per loro perché hanno portato all’Ariston una canzone che si è fatta notare, fuori dagli schemi, e che, alla fine, cantavano tutti. 

Come si è trovato a fare il repoter per Metro?
Molto divertente: era come se facessi due chiacchiere con mia madre ogni giorno.

Da oggi al via gli instore (alle 18, Mondadori in via Marghera a Milano, ndr.)...
Senza tregua e senza pietà. Devo cercare di riprendermi dall’influenza. Mi sono ammalato e vado avanti con bombe di Tachipirina.

Può sempre chiedere aiuto al suo Mago...
O al medico. Meglio. 

PATRIZIA PERTUSO

 

 

 

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