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Rimborsi, bufera sul M5S E Berlusconi querela Di Maio

M5S

E' polemica sui mancati rimborsi da parte di alcuni parlamentari uscenti del M5S, nonostante ieri sia Andrea Cecconi che Carlo Martelli, coinvolti nella vicenda della mancata restituzione, come prevede il regolamento dei pentastellati, dei soldi ricevuti in quanto parlamentari, abbiano entrambi annunciato un passo indietro e lo stesso candidato premier dei 5 Stelle, Luigi Di Maio, abbia accolto la decisione "con orgoglio". I 5 Stelle oggi vanno all'attacco: "Le parole del Procuratore nazionale Antimafia, De Raho, sono uno schiaffo ai vecchi partiti che hanno candidato una marea di impresentabili. In Parlamento dovrebbero andare solo persone oneste e non candidati sui quali pendono delle gravissime accuse. Solo noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo delle liste pulite e siamo certi che il 4 marzo gli elettori daranno una bella lezione ai partiti degli impresentabili", rivendica Carla Ruocco. 

Scontro con il Pd. Ma il leader Pd, Matteo Renzi, rigetta le accuse e va al contrattacco: "Non era mai accaduto che un partito mettesse in lista della gente e poi si vergognasse il giorno dopo", ha detto riferendosi anche al caso dei mancati rimborsi. "Gli impresentabili a questo giro li hanno messi i Cinque stelle". Renzi punta il dito contro Di Maio: "Poi c'è 'l'impresentato': Di Maio è come quel compagno di scuola che ti affronta nell'intervallo e ti dice che ti aspetta fuori e poi non c'è, non lo trovi, è impresentabile anche per le presenze in Parlamento: è stato presente in Aula il 30% delle volte, una percentuale ridicola ed era anche vicepresidente della Camera".    Duro anche il giudizio di Michele Anzaldi: "Cecconi e Martelli espulsi? Disastro Di Maio, pagano gli italiani". Per il parlamentare dem, tra l'altro, i due pentastellati "saranno deputati e non si dimetteranno più". Rincara la dose Andrea Romano: "Oggi Cecconi e Martelli, ieri la questione dell'uso distorto dei fondi di Bruxelles da parte della portavoce dei 5 Stelle a Bruxelles. Una scia di comportamenti a dir poco opachi che fanno pensare che si tratti solo della punta dell'iceberg".

Berlusconi querela. Intanto Silvio Berlusconi  va alle vie legali contro i grillini: "Ho già dato mandato ai miei legali per denunciare Di Maio", ha annunciato il leader di Forza Italia a Radio Capital in merito alle parole del candidato premier dei 5 stelle, che lo ha definito "traditore della patria".

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