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Amatrice, Pirozzi indagato per omicidio colposo

TERREMOTO 2016

ROMA Un avviso di garanzia recapitato a meno di un mese dalle elezioni nel Lazio è stato recapitato Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice a candidato alla presidenza della Regione. Il provvedimento riguarda lui, in qualità di primo cittadino della cittadina colpita dal terremoto nel 2015, e altre sette persone.

Secondo gli inquirenti che indagano sui crolli del terremoto di Amatrice, la palazzina crollata durante la scossa del 24 agosto del 2016 era stata danneggiata nel terremoto dell’Aquila del 2009 ed era stata dichiarata inagibile in seguito a un’ordinanza firmata dal sindaco precedente a Pirozzi. Per un periodo i residenti erano stati fatti sgomberare, salvo poi tornare a vivere nell’edificio crollato quella terribile notte.

I magistrati sostengono che Pirozzi, in qualità di sindaco di Amatrice, «ha consentito, o comunque non ha impedito, il rientro e la permanenza nelle proprie abitazioni degli inquilini residenti dell'immobile di Largo Sagnotti numero 1, che furono evacuati dall'immobile subito dopo il terremoto de L'Aquila, nell'aprile del 2009. Un rientro che avvenne nonostante sulla palazzina insistesse ancora un'ordinanza di sgombero, emanata proprio ad Aprile dallo stesso Comune - di cui Pirozzi non era ancora sindaco, essendo stato eletto nel giugno di quell'anno -, e nonostante non fosse ancora stata ripristinata l'agibilità della stessa». Queste le parole dei pm di Rieti Rocco Gustavo Maruotti e Lorenzo Francia nell'atto di conclusione delle indagini che in queste ore è stato notificato al sindaco del borgo reatino distrutto dal terremoto del 2016 e ad altre sette persone, indagate a vario titolo per il crollo di una delle palazzine in cui hanno perso la vita 7 persone. Nel dispositivo i magistrati reatini imputano a Sergio Pirozzi, ai componenti della sezione speciale dell'area Genio Civile di Rieti Giovanni Conti, Valerio Lucarelli, Maurizio Scacchi e Maurizio Peron, al comandante della polizia municipale Gianfranco Salvatore e al capo dell'ufficio tecnico di Amatrice Virna Chiaretti, la responsabilità del «non aver impedito il crollo dell'edificio sito in piazza Sagnotti n.1», ognuno per le proprie sfere di competenza. A questi si aggiunge anche Ivo Carloni, fratello dell'ex vicesindaco di Amatrice, che all'epoca dei fatti era progettista dell'architettonico e delle strutture, calcolatore e direttore dei lavori di riqualificazione dell'edificio a seguito dei danni riportati dopo il terremoto de L'Aquila.

La reazione del primo cittadino
«Alle 7:30 di questa mattina mi è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari dagli Agenti della polizia giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti. Risulto attualmente co-indagato in una vicenda, risalente al 2009, in merito alla quale evidenzio, sin d'ora, la mia totale estraneita' rispetto ai fatti contestati e sulla quale sarà chiamato ad esprimersi il Tribunale di Rieti, nei confronti dei cui magistrati ripongo la massima fiducia», ha dichiarato in una nota Pirozzi. 

«Mi preme, al contempo osservare che tale atto mi è stato notificato casualmente a 22 giorni dalle elezioni regionali del Lazio», ha proseguito Pirozzi, che ha osservato: «Non posso esimermi dall'evidenziare, altresì, che stesso trattamento non è stato riservato dalla medesima Procura di questa Repubblica ad altri candidati al consiglio regionale del Lazio, appartenenti ad altra coalizione, i quali, pur risultando indagati ormai da anni, sono ancora in attesa di una pronuncia da parte dell'organo inquirente. Mi trovo, poi, costretto a constatare, con non poca amarezza, che la stessa Procura reatina, per voce del suo Procuratore Capo (Giuseppe Saieva, ndr), pur avendo da diversi mesi anticipato alla stampa nazionale le proprie intenzioni di avanzare una richiesta di archiviazione nel procedimento penale scaturito sul caso della scuola “Romolo Capranica” di Amatrice, non ha avuto la medesima prontezza nel formalizzare le proprie determinazioni. A oggi, infatti, non risulta ancora essere stata avanzata tale istanza al locale Giudice per le indagini preliminari, nonostante sia stato depositato l'elaborato da parte del super perito Salvatori che ha escluso qualsivoglia responsabilità del sottoscritto. Giammai mi sono pronunciato riguardo a fatti di asserita rilevanza penale che hanno visto direttamente coinvolti gli altri miei competitor alla carica di governatore della regione Lazio nè intendo farlo ora, entrando nel merito di questa vicenda che ha del surreale. Al contempo mi addolora profondamente essere coinvolto in un procedimento scaturito a seguito della morte di tanti cari amici derivante da una ordinanza del Sindaco che mi aveva preceduto e della tempistica con cui la Procura ha inteso intervenire in questo caso. E non in altri».

La solidarietà degli avversari politici
«Garantista sempre e con tutti. Auguri a Sergio, saprà dimostrare la sua estraneità», ha dichiarato in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in corsa per il secondo mandato.

«Un provvedimento giudiziario in piena campagna elettorale è sempre un atto sospetto e discutibile. Nel caso di Sergio Pirozzi è un affronto al lavoro encomiabile di un sindaco che da quasi due anni sta in prima linea per difendere il futuro della sua comunità cittadina. Piena solidarietà a Pirozzi che saprà dimostrare la sua totale estraneitá alle contestazioni che gli vengono mosse», ha commentato l'ex sindaco di Roma e segretario del Movimento Nazionale, Gianni Alemanno.

Per il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, «un Paese normale aiuta le comunità terremotate a rimettersi in piedi, aiuta i sindaci a restituire casa e lavoro ai loro cittadini. Indagare i sindaci terremotati mi sembra una follia, al di là delle parti politiche. Mi sembra veramente indegno che lo Stato italiano vada a cercare le casette in legno abusive dei terremotati con tutto quello che c'è di abusivo in Italia e perseguiti dei sindaci che hanno fatto solo l’interesse dei loro cittadini».

Difende Pirozzi anche il segretario dell'Associazione nazionale dei comini italiani (Anci), nonché sindaco di Bari, Antonio De Caro: «È il momento, in realtà quel momento è arrivato già da un pò, di dire basta: non è possibile che il sindaco, solo perché è il terminale più esposto delle istituzioni democratiche, quello che i cittadini conoscono direttamente e al quale affidano le loro preoccupazioni più serie nei momenti più gravi, diventi personalmente bersaglio, sia colui che, personalmente, risponde per gli effetti di qualsiasi calamità. A Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, va la mia sincera e affettuosa solidarietà e quella dell’intera associazione dei Comuni».

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