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Ema “gela” Milano ma Sala non molla

Milano

PALAZZO MARINO Quella proposta da Amsterdam è una soluzione provvisoria che «garantisce la continuità operativa di Ema fino al completamento del suo nuovo edificio permanente il 15 novembre 2019». La doccia fredda per le speranze di Milano di riaprire i discorsi sull'assegnazione di Ema è arrivata ieri da una nota del comitato di gestione dell’Agenzia europea del farmaco dopo un incontro con le autorità dei Paesi Bassi, nello stesso giorno in cui il Comune ha presentato alla Corte di giustizia Ue la richiesta per sospendere il trasferimento da Londra: è un procedimento d’urgenza (ex articolo 278 del trattato europeo) su cui il Consiglio europeo dovrà pronunciarsi entro un paio di mesi e che si affianca al ricorso ordinario, dai tempi più lunghi

Il sindaco Giuseppe Sala assicura: «Non voglio mollare, ci credo ancora molto. Sto sollecitando governo e presidente del Consiglio. Non è il momento di lamentarci o frignare, ma di combattere. Il primo passaggio ora è la visita della Commissione del 12», ha dichiarato Sala, che con il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, sta preparando una lettera per invitare il premier Paolo Gentiloni a continuare a fare pressione per ottenere chiarezza. «La questione non è più tecnica, ma politica», sostiene ancora il sindaco. Che legge la comunicazione del board di Ema quasi come un atto dovuto, perché «il comitato ha il suo percorso e deve prepararsi per il 2019». «Ogni giorno che passa aumentano i dubbi sulla proposta olandese», ha insistito Sala su Facebook.

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