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Scoperta maxi truffa agli abbonati di riviste

Monza

MONZA Diciotto arresti per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e alla truffa ai danni di persone che hanno sottoscritto abbonamenti a riviste delle forze dell’ordine. Tra i raggirati anche una ultra ottantenne che ha effettuato in un anno bonifici a favore dei truffatori per circa 150.000 euro. Parte dei profitti, circa due milioni di euro tra il 2015 e il 2016, erano stati investiti nell’acquisto di un immobile del valore di 225.000 euro.

I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Monza hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Monza, nei confronti di 18 persone, residenti in alcuni comuni brianzoli e in provincia di Milano. Le indagini sono scaturite da una denuncia per truffa presentata, a novembre 2015, alla Guardia di Finanza di Ivrea da un un uomo di 77 anni che era stato indotto, attraverso numerose e pressanti telefonate ricevute da un sedicente avvocato, a pagare con bonifici circa 8.000 euro per saldare dei presunti debiti, in realtà inesistenti, relativi ad abbonamenti a riviste.

Dopo i primi accertamenti condotti dai Finanzieri piemontesi, in collaborazione con i colleghi di Monza, si è scoperto che le basi operative dei truffatori erano già da tempo attive a Brugherio, provincia di Monza e Brianza, e a Cologno Monzese, provincia di Milano. Il Nucleo Mobile delle Fiamme Gialle monzesi ha proseguito così l'attività investigativa, che si è articolata in intercettazioni telefoniche ed ambientali, servizi di osservazione e pedinamento,nonché indagini finanziarie ed ha consentito di ricostruire una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla commissione sistematica di truffe in danno di persone che in passato avevano effettivamente sottoscritto abbonamenti a riviste apparentemente riconducibili alle Forze dell’ordine.

I militari hanno accertato come alcuni membri del gruppo criminale, spacciandosi per avvocati, giudici, ufficiali giudiziari, funzionari dell’Agenzia delle entrate ed appartenenti alla Guardia di Finanza, contattavano telefonicamente in tutta Italia ex abbonati alle predette riviste, ai quali comunicavano debiti derivanti dai pregressi abbonamenti, con conseguenti atti di pignoramento già emessi nei loro confronti, e proponevano una transazione bonaria mediante il pagamento tramite bonifico di somme di denaro per svariate migliaia di euro. Qualora le vittime non avessero accettato, minacciavano, sarebbe proseguita la procedura di recupero forzoso del credito.

Tra i casi più eclatanti, si può citare il raggiro commesso nei confronti di una donna ultra ottantenne, residente a Milano, che ha effettuato in un anno bonifici a favore dei truffatori per circa 150.000 euro. I numeri telefonici delle vittime, per lo più persone anziane e talvolta anche disabili, venivano 'compratì illecitamente da dipendenti di imprese operanti nel settore dell’editoria e della distribuzione di riviste.

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