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Diritti tv a Mediapro Come tutto può cambiare

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CALCIO Con il suo commissario in pectore Giovanni Malagò che sta dall’altra parte del pianeta, in Corea, la Lega ha assegnato ieri i diritti tv delle prossime tre stagioni della Serie A agli spagnoli di Mediapro. Decisivo l’ultimo rilancio che ha portato a  superare per mille euro il minimo d’asta di 1,05 miliardi per stagione. Tutto regolare? Non secondo Sky, che ha già inviato un siluro sotto forma di diffida alla Lega Serie A: secondo l’emittente satellitare «il gruppo o spagnolo, pur avendo presentato un’offerta per il bando rivolto esclusivamente agli intermediari indipendenti, non opererebbe come tale ma come un vero e proprio operatore della comunicazione». Quale che sia la verità, il problema pratico è un’altro: come cambierà la vita dei tifosi?  Lo scenario non è ancora chiarissimo.  Detto che la Lega dovrà avere  l’ok dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato entro 45 giorni,  il progetto punterebbe ad un canale all-Serie A  con  svariati contenuti (news e approfondimenti) sviluppati da dipendenti  Mediapro e poi offerti alle varie piattaforme a partire da Sky, Mediaset ed  agli operatori internet come prodotto già “confezionato”. Possibile la creazione di un “Canale della Lega” da rivendere poi ai broadcaster tradizionali in una posizione di dominio assoluto. I tifosi? Finirebbero così   col guardare lo stesso  prodotto (a prescindere dall’abbonamento) ma non solo su tv o decoder: in pratica su ogni tipo di device.

Le reazioni
Se per Sky la cosa è   «inammissibile», Mediaset sceglie la linea attendista: «nessuna preclusione, siamo favorevoli ad ascoltare le loro proposte». Dall’ad di Infront Luigi De  Siervo  una battuta al curaro sulla diffida presentata da Sky: «Nel nostro settore bisogna anche esseresportivi e saper perdere».
L’impressione è che la guerra sia solo agli inizi.

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