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Una maternità surrogata fatta in casa come una volta

Libri/Margherita Oggero

INTERVISTA Cosa accade se hai due madri invece di una sola? Una è la donna che ti ha partorito, l’altra quella che ti ha allevato. Maternità multipla: tema attualissimo in tempi di utero in affitto. Nell’ultimo romanzo di Margherita Oggero “Non fa niente” (Einaudi, p. 250, euro 19), Esther e Riccardo si amano moltissimo ma non possono avere figli. Siamo negli Anni ‘30 e la soluzione sarà quella di chiedere alla giovanissima Rosanna, loro dipendente, di prestare il suo corpo a Riccardo per dare un figlio alla coppia.

Oggi ci sono molti casi di maternità multipla. Cosa vuol dire avere due madri?
La presenza nell’immaginario dei bambini di due madri, una biologica e l’altra che lo cresce, crea sempre un’inquietudine. Quasi tutti i bambini adottati vanno alla ricerca della loro madre biologica.

Nel libro le due figure materne sono molto unite anche nel tener nascosta la verità.   
E infatti Andrea non ha turbe psichiche. Rosanna nella sua fantasia è una specie di sorella della madre, anche se ufficialmente è la tata.

Chi oggi dona il suo corpo a un’altra donna o in generale a una coppia con l’utero in affitto può essere considerata una vice-madre?
No: se avviene con le modalità dell’espressione che lei ha citato – “utero in affitto” - una forma di mercato c’è.  A meno che non ci sia, come accade tra Esther e  Rosanna, un vincolo di amicizia così forte e si crei una relazione “a tre” col bambino. In quel caso è come un regalo che una donna fa all’altra o anche a un altro uomo.

Se forme di maternità multipla sono sempre esistite, cosa cambia oggi?
Una volta accadeva e basta. Ora c’è l’ideologia della sacralità della famiglia, o l’ideologia della famiglia alternativa. Invece ogni caso è diverso. 
ANTONELLA FIORI
@aflowerinlife

 

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