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Stretta sulle auto con targa estera

TORINO

TORINO L’ultima auto è stata fermata nel weekend, un Suv Bmw dal valore minimo di 21.000 euro circa. È stato comprato in Svizzera e il suo proprietario lo ha portato in Italia, dove risiede stabilmente. Avrebbe dovuto pagare i diritti doganali, ma non lo ha fatto e il fuoristrada è stato sequestrato dalla Guardia di finanza.

È l’ultimo caso di «furbetti» scoperti dai finanzieri di Torino: «Nell’ultimo anno abbiamo sequestrato quasi 25 auto di grosso valore con queste irregolarità e fatto sanzioni per 90.000 euro», ha spiegato il tenente Manuel Milia, comandante di sezione dei Baschi verdi. Molte di queste auto arrivano dalla Svizzera, dove i risparmi risultano maggiori. «Molti rispettano le procedure - prosegue il tenente -, tanti altri no». In questo modo risparmiano su dogane, bollo, assicurazione e rendere difficili le procedure per il recupero di sanzioni dovute ad infrazioni al codice della strada. Se, come nel weekend, l’auto è stata immatricolata in uno Stato extra-Ue e il proprietario vive stabilmente in Italia, il veicolo viene sequestrato. A quel punto il proprietario può fare ricorso o riscattarlo: «In tal caso deve pagare una somma pari al valore attuale dell’auto», aggiunge Milia. In caso contrario il bolide va all’asta o può essere assegnato alle forze dell’ordine.

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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