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Spinta sotto la metro l'indagato resta in carcere

ROMA METROPOLITANA

ROMA Resta in carcere Igor Trotta, l’uomo che venerdì scorso ha spinto una donna sotto la metropolitana a Roma. Davanti alla gip Vilma Passamonti, nel carcere di Rebibbia, dove è detenuto, l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità, raccontando quello che è successo quando, nei pressi della stazione Eur Fermi della metro B, ha spinto con violenza la vittima facendola cadere sui binari mentre arrivava il convoglio.

Trotta, 47 anni, affetto disturbi psichici, è detenuto nel centro clinico del carcere: il pm Alberto Pioletti ha fatto richiesta di una perizia psichiatrica, e l’uomo resta accusato di tentato omicidio. La donna, peruviana di 47 anni, è tuttora ricoverata: nell’incidente ha perso l’avambraccio sinistro ed è stata sottoposta ad un lungo intervento chirurgico.

La caccia all’uomo è scattata immediatamente dopo l’aggressione, avvenuta venerdì poco prima delle 13. Tutto è successo in pochi attimi immortalati dalle telecamere di sorveglianza: l’uomo si è avvicinato alla donna, l’ha spinta, lei cadendo è rimasta incastrata tra il convoglio e i binari, mentre lui scappava, facendo perdere le sue tracce. I vigili del fuoco, dopo aver sollevato il treno con il carro gru, hanno estratto la donna, poi consegnata ai sanitari del 118 che l’hanno portata in codice rosso all’ospedale San Camillo.

Gli agenti della squadra mobile hanno identificato Trotta con l’aiuto di video di sorveglianza e testimonianze. Nella notte tra venerdì e sabato lo hanno fermato. Era in casa della madre, non ha mai negato quanto fatto e quando gli hanno chiesto perché avesse tentato di uccidere ha risposto: «Sentivo delle voci, mi dicevano di farlo».

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