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Dopo la corsa ai simboli si preparano le liste

VERSO IL VOTO

ROMA Chiusa la corsa al deposito dei simboli elettorali al Viminale - ne sono stati presentati 103 da 98 movimenti e partiti diversi - oltre al loro vaglio, la prossima tappa verso le elezioni di marzo è fissata al 28 gennaio, quando si aprirà la due giorni per la presentazione delle liste e delle candidature presso la Cancelleria della Corte d’Appello o del Tribunale di ogni singola circoscrizione elettorale. Tornando ai simboli, in quelli depositati prevale la personalizzazione con l’indicazione dei nomi dei rispettivi leader (solo il M5S ha tolto il riferimento a Beppe Grillo). Inoltre i simboli - anche quelli di disturbo - sono in diminuzione: si è passati infatti dai 219 del 2013 ai 103 attuali.

In ordine sparso

Non mancano comunque le curiosità. Si va dal movimento dei “Forconi” all’Unital (Unione tricolore America latina), dalla lista Sacro romano impero cattolico a quella “M.T.N.P.P. Mov. Tec. Naz. Pop. Pace”. E ancora: la Confederazione Grande Nord, il Movimento mamme del mondo e “W la Fisica”, quest’ultimo depositato da Mattia Butta, professore associato di Ingegneria a Praga che spera di intercettare il voto dei cervelli in fuga. Per la circoscrizione Lazio del Senato è stato presentato anche il simbolo con l’orma dello scarpone della lista “Sergio Pirozzi Presidente”, che così travalica l’ambito delle elezioni regionali e preoccupa il centrodestra.

«Aboliamo l’Irap»

«Eliminiamo i finanziamenti a pioggia alle Pmi e aboliamo l’Irap per loro». Così il candidato premier del M5S, Luigi Di Maio, alla presentazione dei «20 punti per la qualità della vita». Nel programma non c’è il referendum sull’euro, mentre ai primi tre posti ci sono: meno burocrazia, “smart nation” («nuovo lavoro e nuove tecnologie») e reddito di cittadinanza. Tra le candidature, confermate quelle di Gregorio De Falco, il comandante anti Schettino; Vincenzo Zoccano presidente Forum disabilità; Emilio Carelli, fondatore di Sky Tg 24 e Tgcom; il presidente Adusbef, Elio Lannutti e il giornalista Gianluigi Paragone. E mentre il premier Gentiloni ha annunciato che si candiderà con il Pd nel collegio del centro di Roma, Pietro Grasso di Liberi e Uguali spiega: «Ho in progetto di candidarmi sul plurinominale a Roma e a Palermo. Sul maggioritario vedremo».

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