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Morti sul lavoro duemila operai in corteo

Milano/morti sul lavoro

MILANO Erano oltre duemila, i manifestanti in corteo venerdì da piazza San Babila a corso Monforte per chiedere controlli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La manifestazione, indetta dopo l’incidente alla Lamina costato la vita a quattro operai – l’ultimo Giancarlo Barbieri 61 anni, si è spento giovedì notte al San Raffaele – e il decesso del 19enne Luca Lecci a Rovato (Bs)­, era stato organizzato dai sindacati. Oltre alla manifestazione unitaria i metalmeccanici di Fim, Fiom e Uilm hanno anche  scioperato un’ora in tutta la Lombardia e due ore a Milano e nella zona di Rovato.

Sono 13 mila in 10 anni le vittime sul lavoro, hanno denunciato alcuni sindacalisti sulle loro pettorine. «Siamo qui, a Milano che dovrebbe essere la locomotiva italiana e invece è maglia nera per gli infortuni sul lavoro», ha detto Raffaella Turi della Fiom Lombardia. «Andremo in corteo fino alla Prefettura per chiedere misure concrete, in due giorni ci sono stati cinque morti - ha continuato - non è più possibile stare a guardare la gente che muore, che esce per andare a lavorare e non torna più a casa». Una delle richieste alla prefettura è l’avvio “in via straordinaria di una task force per inviare gli ispettori, rafforzando la loro presenza, magari affiancati a nuclei di Carabinieri preposti che intervengono nelle aziende subito». «A volte - racconta ancora Turi - passano mesi prima che intervengano dopo le nostre segnalazioni e denunce», inoltre «la precarizzazione e il ricatto pesante che c’è anche sui neo assunti con le tutele crescenti, fa si che i lavoratori abbiano paura a denunciare».

Al corteo erano presenti anche Gad Lerner, Francesco Laforgia, parlamentare Milanese di Liberi e Uguali e Onorio Rosati, candidato alla presidenza della Regione Lombardia per la formazione politica guidata da Piero Grasso (che è passato alla manifestazione).  METRO

 

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