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Stavolta la Cybersecurity riparte da otto università

CYBER SECURITY

ROMA Tra le iniziative più rilevanti per creare una forza lavoro qualificata nell’ambito della sicurezza informatica, un posto d’onore spetta senza dubbio alla Cyberchallenge, un percorso formativo e di selezione dei migliori talenti italiani tra i 16 e i 22 anni. Il 20 gennaio scade il termine per la presentazione delle domande per l’edizione 2018, organizzata dal Laboratorio Nazionale di Cybersecurity. Tra i coordinatori del primo programma italiano per l’addestramento alla cybersecurity c’è Camil Demetrescu, professore di Ingegneria Informatica alla Sapienza Universita` di Roma.

Quali sono le novità di quest’anno?
La prima è che il Cyberchallenge dal 2018 si svolgerà in 8 città italiane, mentre lo scorso anno era partito solo a Roma. Infatti passiamo dai 26 studenti del 2017 ai 160 di quest’anno. Il test d’ingresso si svolgerà il 1 febbraio. Poi partiranno i corsi veri e propri. Infine , il prossimo giugno è prevista la seconda edizione della Cyberchallenge.It, con la partecipazione di oltre 10 università italiane.

Ci sono anche ragazze?
Lo scorso anno ce n’era una sola, e anche quest’anno la quota femminile si aggirerà intorno al 10%, più o meno la stessa della presenza ai corsi universitari dell’ambito informatico. Ma uno dei nostri obiettivi principali è proprio l’aumento di questa quota.

Cosa fanno poi i vincitori della garà finale dello scorso anno?
Sono stati arruolati per la squadra nazionale di cybersecurity, che è arrivata terza  nella competizione europea della European Cyber Security Challenge di Malaga lo scorso 1 novembre, e lo dico con grande orgoglio. Alcuni di questi ragazzi hanno anche fondato delle startup. Si tratta davvero di un’esperienza altamente formativa. Anche in vista del fatto che entro il 2020 si prevede che per la sicurezza informatica si creeranno oltre un milione e mezzo  di nuovi posti di lavoro.

VALERIA BOBBI

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