Spettacoli

Golden Globe, trionfano McDonagh e le donne in nero

Frances McDormand

EVENTI «Quest’anno è stata legalizzata la cannabis, le molestie finalmente no» esordisce il comico Seth Meyers, alla sua prima volta nella conduzione della cerimonia di assegnazione dei Golden Globe a Beverly Hills (anticamera degli Oscar), tutta all’insegna della protesta contro la violenza sessuale. Dall’entrata di attrici e attori in total black al trionfo di un film come Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, storia di una madre, la cui figlia è stata violentata e uccisa,che decide di farsi giustizia da sola, che vince ben 4 premi (miglior film drammatico, miglior attrice protagonista, miglior sceneggiatura e miglior attore non protagonista, Sam Rockwell), diventando il vero vincitore di una serata in cui l’Italia non porta a casa nulla. Protagonista la straordinaria Frances McDormand, premiata per l’interpretazione che, sul palco, è stata breve ed efficace. «Di solito tengo per me le mie idee politiche, ma stavolta voglio dire che è stato fantastico partecipare a questo spostamento teutonico di tante donne che sono qui e non certo perché si beve gratis».

E detto ciò, come descriverebbe la donna combattente che interpreta? «Una  che si trova sola davanti alla morte violenta della figlia ed è mossa da sentimenti istintivi, il dolore e la furia che la spinge a tentare di farsi giustizia. L’amore e la rabbia sono sentimenti abusati e non fanno per lei. Fa cose cruente perché per lei è più facile lanciare una molotov che piangere». Personaggio complesso? «Non un’eroina ma una madre che io, madre adottiva, capisco. Da quando ho avuto mio figlio in braccio ho pensato che il mio compito era tenerlo in vita contro tutto».

 

SILVIA DI PAOLA

 

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