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Puccini: Finalmente un vero Romanzo famigliare

Vittoria Puccini

TELEVISIONE La storia è di figlie, di madri e di famiglie. Di figlie che diventano madri troppo presto, di madri che si scoprono adulte troppo tardi e di famiglie in divenire. La racconta Francesca Archibugi in Romanzo famigliare (dall’8 gennaio su Rai1 per 6 prime serate), alla sua prima volta in una serie tv.

Cosa significa, allora, per lei questo progetto costruito in 3 anni che abbraccia la contemporaneità al femminile?
«Nasce prima di tutto dal desiderio di fare un grande romanzo ottocentesco contemporaneo e di costruire un personaggio di donna accanto a un uomo che fosse un vero militare e ringrazio la Marina Militare nonostante gli aspri contrasti per la loro tendenza censoria. Alla fine, dopo qualche battaglia, io non sono tornata indietro nelle mie scelte e loro hanno capito. Per il resto ho dovuto imparare perché il cinema è proprio un’altra cosa». E, infatti, racconta Vittoria Puccini, «è stato un po’ come girare un film, quindi con lunghe e faticose riprese (perché la Archibugi non è una che si accontenta) quando ho iniziato a lavorare al mio personaggio ho capito quanto ci fosse in lei della Archibugi, dai sentimenti ai vestiti. Non è  autobiografico ma percepivo situazioni che lei aveva vissuto e questo da un lato mi faceva sentire carica di responsabilità, dall’altro mi divertiva tra tradimenti passioni, icongiungimenti e legami indissolubili».

 

SILVIA DI PAOLA

 

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