Spettacoli

Roberts: «La gentilezza oscura la deformità»

Cinema/Wonder

ROMA Quando R. J. Palacio lo ha scritto era piena di vergogna «per aver allontanato i miei figli davanti a un bambino col volto deforme. Poi ho iniziato a pensare a come deve essere vivere ogni giorno guardando in faccia un mondo che non sa come guardarti».

Quando lo ha letto Julia Roberts non si è fermata sino all'ultima parola, poi ha chiuso il libro e ha pianto. Ha deciso che il ruolo sarebbe stato il suo. Una mamma contro tutto e tutti in difesa del suo cucciolo oggetto di scherno e variegate ferocie.

Julia Roberts è quella mamma in “Wonder” di Stephen Chbosky (dal 21 in sala, interpretato anche dal giovane Jacob Tremblay e da Owen Wilson), nato dal bestseller di R. J. Palacio e storia di un bambino che diventa storia di tutti e di uno sguardo allargato su cosa significa essere umani: «La mamma che interpreto -racconta la Roberts - si trova di fronte a un bivio. Voglio dire che tutti affrontiamo questo incredibile capovolgimento delle nostre vite quando diventiamo genitori, quando diventiamo la guida della vita di un altro essere umano che, a sua volta, diventa la tua totale priorità. Ma in questo caso il ragazzino affronta il mondo come un alieno».

E a tutti, alla fine, insegnerà una cosa: «Abbiamo dentro di noi, come esseri umani, non solo la capacità di essere gentili, ma la scelta reale della gentilezza».

SILVIA DI PAOLA

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