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Dall'Africa alle Alpi per salvare i migranti

TORINO/MIGRANTI

SOLIDARIETA' Per fuggire dall’Italia e proseguire verso l’Europa la via alpina è sempre più utilizzata. Anche con la neve. Negli ultimi tempi ogni giorno una ventina di migranti sono stati salvati a Bardonecchia dai volontari del soccorso alpino e da una nuova missione umanitaria. Si tratta di quella organizzata dalla Ong “Rainbow 4 Africa”, fondata nel 2009 a Torino da alcuni medici. Dopo anni di missioni in Africa, dopo l’esperienza sulle isole greche nell’inverno 2015-16 e quella nel canale di Sicilia con la Jugend Rettet l’inverno scorso, questa stagione venti tra medici e infermieri della ong hanno avviato la missione “Mountain freedom”: «È stato tutto molto veloce per rispondere alle richieste di alcuni amici dell’Alta valle, dei sindaci di Bardonecchia e Oulx e del Soccorso alpino - spiega il presidente Paolo Narcisi -. l primi passaggi sono già cominciati un anno fa, ma erano rari. Con la chiusura di Ventimiglia e l’estate sono aumentati». Dall’8 dicembre ogni notte un medico e un infermiere di Rainbow 4 Africa affiancano i soccorritori. Devono soprattutto accogliere, riscaldare e rifocillare chi arriva alla stazione di Bardonecchia da Torino o chi viene respinto dai francesi, oppure soccorrere chi prova a valicare le Alpi: «Venerdì c’erano una decina di persone sul Colle della Scala dove, con un metro e mezzo di neve, è difficile anche per chi è attrezzato», spiega Narcisi. Molti migranti vengono da Sudan e Guinea, tra loro tanti sono minori: «Non hanno paura delle Alpi perché hanno attraversato il deserto e il mare, però non conoscono i rischi della montagna e del freddo». L’inverno sarà ancora lungo: «Se ci fossero medici e infermieri disponibili a collaborare possono scrivere a volontari.rainbow@gmail.com», conclude Narcisi.
ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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