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Lupo, un piano per fermare gli abbattimenti

Piano lupo
Lupo da proteggere

Roma - È il “lupo-day”. Giorno atteso e temuto nello stesso momento. Il giorno in cui il governo presenterà alla Conferenza Stato- Regioni il piano di conservazione e gestione del lupo in Italia. Il giorno in cui le tante bozze che stanno circolando spariranno finalmente per lasciare posto a un documento ufficiale. 
Non è affatto detto che si trovi un accordo e che lo si trovi oggi. Tanto che la Lav ha avvertito: “Non si faccia campagna elettorale sulla pelle del lupo”. E ieri l’Enpa ha inondato gli account ufficiali del ministero con un mail bombing al grido di “Il ministro non faccia harakiri politico”. Nessun suicidio, insomma. La politica è avvisata.
Secondo la bozza più accreditata il piano presenta una serie di misure per la conservazione, l’allontanamento dei lupi dai centri abitati, la regolamentazione della sua presenza sul territorio, e – ecco il punto contestato da entrambe le fazioni – una moratoria agli abbattimenti tra 24 mesi. Quindi, preservati solo per due anni.
Misura che scontenta le regioni più “cacciatrici”, con in testa la Valel D’Aosta che addirittura voleva la riapertura della caccia al lupo. E che scontenta anche quelle più conservatrici che non vogliono alcuna moratoria.
È di questo avviso il Wwf che oggi anche farà un’azione via Twitter e chiede l’approvazione al più presto del piano ma senza gli abbattimenti.
Non solo: «Servono fondi. Perché se la parte che prevede i monitoraggi non viene finanziata si andrebbe a passo veloce incontro all’unica soluzione proposta che è l’abbattimento contro cui siamo contrari». 

«I casi di prevenzione – dice il Wwf - dove attuati sfruttando gli ingenti fondi europei, hanno dimostrato un netto calo dei danni, come in Piemonte». Dire quanti lupi ci siano in Italia non è possibile, perché mancano un censimento ufficiale e un monitoraggio coordinato su scala nazionale. Ma una stima cautelativa, basata su dati del 2012, che l'Italia ha inviato nel 2014 alla Commissione europea, indica un totale minimo intorno a 1.170. Stime più ottimistiche parlano di 1.500-2.000, quelle massime a 2.600. Per fare un paragone con altre specie, i cinghiali in Italia sono circa 1 milione e i caprioli circa 456.000.

STEFANIA DIVERTITO

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