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Il biotestamento in aula Sprint finale per l'approvazione

fine vita

Roma Il biotestamento è già andato in aula al Senato. La conferenza dei capigruppo ha dato il via libera e poche ore dopo è subito cominciato il dibattito  a Palazzo Madama. Sulla carta i numeri ci sono, con la sinistra e M5S che voteranno a favore, Ap che chiede modifiche ma potrebbe dare libertà di coscienza; Forza Italia si è detta prevalentemente ma non pregiudizialmente contraria e ha proposto 155 emendamenti. In queste condizioni l’approvazione in via definitiva al Senato potrebbe arrivare la prossima settimana. Ma i dubbi restano, perché potrebbero esserci dei voti segreti, difficilmente per vari e ottimi motivi si ricorrerà alla fiducia e quindi possono nascere problemi. Soprattutto qualsiasi modifica richiederebbe di tornare alla Camera. La Lega ha annunciato di voler ripresentare in Aula i 1820 emendamenti già depositati in commissione. Starà alla presidenza del Senato stabilire le ammissibilità e inammissibilità delle proposte di modifica. A fronte delle quali resta tra le opzioni considerate quali extrema ratio quella del “canguro”, cioè un emendamento premissivo che se approvato, quasi in un colpo solo, fa decadere tutti gli altri emendamenti. Ma in questo caso servirebbe una terza ed ultima lettura da parte della Camera e i tempi strettissimi dell’ultimo stralcio della legislatura non lo consentono. 
Lo ius soli in coda
Nel calendario di dicembre (probabilmente l’ultimo mese per il Parlamento) è stato inserito anche lo ius soli (la cittadinanza ai bambini stranieri nati in Italia) ma come ultimo punto della lista. Sembra rimanere difficile che si possa trovare una maggioranza su questa riforma.

Cosa prevede la legge sulle Dat
Il provvedimento mira ad introdurre la possibilità di sottoscrivere le Dat, ovvero le Disposizioni anticipate di trattamento, con la previsione di poter rinunciare anche all’idratazione e alla nutrizione artificiale. Viene sancito il divieto di accanimento terapeutico, riconosciuto il diritto del paziente all’abbandono terapeutico e viene garantita la terapia del dolore.

OSVALDO BALDACCI

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