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Uranio, il mistero della lista tedesca

Uranio impoverito
Uranio impoverito

Roma - C’è un faldone misterioso scomparso dagli uffici ministeriali tedeschi. Un faldone che dovrebbe contenere una lunga lista di nomi. Ma il condizionale è d’obbligo.

“Sono i soldati tedeschi impiegati nelle missioni di pace internazionale, a partire dai Balcani, che ritengono di essersi ammalati per l’uranio impoverito e che per questo hanno avanzato richieste al ministero di competenza. Ma, quando abbiamo cercato quelle carte, incredibilmente non c’erano più. Sono sparite senza lasciare traccia”. A parlare è Tatjana Mischke, giornalista d’inchiesta tedesca, che sul tema ha già realizzato un documentario e che ora con altri due colleghi, Marius Munstermann e Christian Werner, sta realizzando un’inchiesta sulle tracce dei “malati fantasma”.

L’abbiamo incontrata a Roma, dove è venuta a ricostruire alcune storie italiane e a raccogliere informazioni.

Cosa sta cercando?

Penso ai tanti soldati italiani partiti in missione nei Balcani. Magari qualcuno di loro è diventato amico di colleghi tedeschi, conoscono le loro storie, magari situazioni che la Germania tiene in un cassetto. Ecco, partiremo da qui per la nostra inchiesta.

I soldati tedeschi sono stati negli stessi posti degli italiani nei Balcani?

Potrebbe essere. Quella è stata la prima missione internazionale a cui abbiamo partecipato dopo la seconda guerra mondiale.

In Italia in questi ultimi 17 anni sono nate commissioni d’inchiesta e fino a oggi ben 80 sentenze di tribunali hanno condannato la Difesa a risarcire le famiglie delle vittime. E in Germania cosa è stato fatto?

In Italia avete lavorato molto su questo fronte. Le stesse Commissioni parlamentari di inchiesta hanno contribuito a far emergere la verità sulla tossicità dell’uranio e a dar voce alle centinaia di vittime. Come in altri Paesi europei, le autorità tedesche prescrissero anni fa esami delle urine ai soldati, alla ricerca dell’uranio impoverito. Ma sappiamo bene che quel tipo di esame è inutile. Se anche l’uranio impoverito fosse stato inalato, difficilmente lo si troverebbe nelle urine.

Infatti, la tossicità è soprattutto chimica…

Vero: parliamo di inalazione di nanoparticelle di metalli pesanti, generate dallo scoppio di proiettili ad uranio impoverito, sostanze che rimangono negli organismi e possono contribuire a sviluppare malattie. L’esame delle urine, che è un protocollo adottato anche in Europa, è sostanzialmente inutile.

Vuole lanciare un appello?

Sì, se avete notizie di soldati tedeschi ammalati o deceduti, contattateci, fate girare la notizia e aiutateci a far emergere la verità. 

STEFANIA DIVERTITO

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