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Thyssen, 10 anni senza giustizia

THYSSEN TORINO

TORINO Non smettono di lottare. Da 10 anni chiedono giustizia e lo fanno ancora perché nonostante la condanna definitiva, la Germania non ha ancora arrestato due dei manager della Thyssenkrupp, Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, ritenuti responsabili della morte di sette operai per il rogo avvenuto tra il 6 e il 7 dicembre 2007.

«Dopo 10 anni e cinque gradi di giudizio ci sono ancora due assassini a piede libero. Andremo a parlare col governo tedesco, che guardandoci negli occhi dovrà dirci perché non abbiamo ancora avuto giustizia», dichiara Rosina Platì, mamma di Giuseppe Demasi. La signora ricorda ancora bene la serata prima della morte del figlio: «È arrivato a casa e ha detto “Stasera mi siedo a cena con voi”, come se sapesse che era l’ultima volta. Poi alle 23 mi ha telefonato, era felice perché lo avevano confermato al lavoro. Alle 5:30 ho ricevuto l’altra telefonata e per mio figlio sono iniziati 24 giorni d’agonia».

Di Giuseppe si ricorda anche il deputato Pd Antonio Boccuzzi, ex operaio della fabbrica sopravvissuto al rogo: «Sento le urla di Giuseppe, gridava “Non voglio morire”». Anche lui si batte affinché la sentenza sia eseguita fino in fondo: «I due tedeschi non hanno scontato un giorno di condanna. Per un Paese civile è un atto dovuto portare a compimento il percorso della giustizia».

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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