Spettacoli

Caparezza al Pala Alpitour tra riflessione ed autoanalisi

Concerti/Torino

MUSICA MusicaIl suo nuovo tour è partito alla grande e sta raccogliendo “sold out” a raffica. Proprio come il live di giovedì al Pala Alpitour, esaurito da tempo. Tutto meritato, perché Caparezza è uno degli artisti più originali e intelligenti della scena italiana. E dal vivo sa regalare emozioni e divertimento ai fan con spettacoli  ricchi di sorprese. E così è anche stavolta, con un live incentrato sull’ultimo cd “Prisoner 709”, un disco di opposti e introverso, dove il Caparezza ironico e giocoso lascia il posto alla riflessione e all’autoanalisi. Ne è nato un concept esistenziale, che parte dalla crisi per ritrovare una serena accettazione delle cose: «Dopo anni di dischi e concerti mi sono sentito un pò intrappolato in questa vita e ho voluto raccontare il mio stato d’animo – spiega - Anche con la musica ho un rapporto di odio e amore. Mi ha dato tanto, ma mi ha anche tolto tanto. Per esempio ho sofferto un forte calo dell’udito a causa dell’acufene. Ma, alla fine, non posso farne a meno». Il tutto fra suoni forti e tirati, rock, elettronica, noise. E tanto rap. Il tema centrale è quello del dualismo libertà o prigionia,  anche alla base del live, dove su un grande palco sfilano oggetti  diversi, da un totem a forma di lavatrice a una chiave alata e una ruota per criceti. Scaletta ottima e abbondante, con una prima parte dedicata al nuovo cd e una seconda con classici come “Fuori dal tunnel”, “Legalize the Premier” e “Vieni a ballare in Puglia”, sino ai bis finali.

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