Fatti&Storie

La solidarietà la fanno i rifugiati

torino solidarietà

TORINO Da un anno esatto un gruppo di rifugiati e richiedenti asilo aiuta a tenere pulito il mercato di Porta Palazzo, a migliorare la raccolta dei rifiuti organici e non solo: «Recuperiamo il cibo dagli ambulanti, frutta e verdura ancora buona, ma che i venditori butterebbero - spiega Omar Sillah, rifugiato 24enne dal Gambia, in Italia da tre - e poi, quando i banchi chiudono, lo distribuiamo ai bisognosi: anziani, studenti, stranieri o italiani». Sillah è uno degli “Ecomori”, le “sentinelle dei rifiuti zero”, iniziativa dell’associazione “Eco delle città” coordinata da Paolo Hutter.

All’inizio il progetto prevedeva la distribuzione di sacchetti per rifiuti organici, ma gli scarti erano troppi e spesso ancora buoni, quindi l’iniziativa si è evoluta. In un anno stimano di aver aumentato di 400 tonnellate la raccolta dell’organico, «in media 200 kg al giorno», dice Hutter: «Inoltre sono state recuperate 66 tonnellate di cibo distribuito anche a molti italiani, come una ragazza rimasta senza casa e ospitata da amici, o come Angelo Eramo, cuoco 60enne dsoccupato: «È la quarta volta che vengo e ho anche detto ad alcuni amici di venire perché non si paga niente”. Da cuoco sa come utilizzare il cibo: «Ci sono ortaggi molto maturi, ma la qualità è buona”, dice mentre sistema nei sacchetti cavoli, patate, cipolle, pomodori, broccoli, peperoni e banane.

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

Fatti&Storie
Vivere senza supermercato