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«Negli Usa ho realizzato il mio disco più italiano»

Musica/Jovanotti

ROMA «Sono felice. Perché ho realizzato un sogno». Jovanotti al settimo cielo per “Oh, Vita!”, suo nuovo cd. Il “sogno” in questione è l'aver lavorato con Rick Rubin, famoso produttore americano: «Sono un suo fan e ho divorato i dischi che ha prodotto, da Cash ai Run DMC e ai Rhcp».

Il risultato è un album diviso in due anime opposte: canzone d'autore e hip hop. E con un suono più scarno: «Una delle lezioni di Rick è stata di asciugare tutto. Cercare di ottenere il massimo con il minimo. Facciamo arte, mi ha detto, non show-biz. Io posso dare qualcosa a te e tu a me». 

Un cambio di registro dopo i passati successi: «“Lorenzo 2015” è stato un trionfo, ma anche la chiusura di un ciclo. Volevo rimettermi in gioco, perdere il controllo. E questo è un nuovo inizio».

In scaletta tante canzoni: dalla dedica a suo modo patriottica di “In Italia” alla scatenata “Sbam!”, dalla romantica “Amoremio” alla (quasi) filastrocca “Viva la libertà”: «Libertà sembra una parola un po' svuotata, ma poi te la ritrovi sempre. Assieme a concetti come amore, anima e giustizia, che le nuove generazioni dovrebbero rilanciare. Io nel mio piccolo mi ribello quasi ogni giorno».

E l'esperienza americana? «Vivere laggiù ti resta dentro: è un Paese giovane e pulsante, mentre New York è una giungla, una scuola di sopravvivenza. Ma, paradossalmente, proprio negli Usa ho fatto il mio disco più italiano».

L'Italia, appunto, resta sempre nel suo cuore: «Ogni tanto ripenso a Roma, quando vivevo in affitto al Vaticano. Avevo 8 anni e, da grande, volevo diventare Papa, poi ho cambiato idea», ricorda.

Oltre al disco, tante iniziative collaterali. Appena aperto a Milano il Jova Pop Shop, temporary store con vario merchandising, mentre Spotify ha allestito uno speciale schermo LED in corso di Porta Ticinese 30, sempre nel capoluogo lombardo. È in arrivo il libro-esperimento “Sbam!”, mentre il 10 dicembre gli Uci Cinemas proietteranno il docufilm “Oh, Vita! Making An Album”.

Ma il momento più atteso è quello del tour, dal 12 febbraio a Milano (Roma e Torino in aprile): «Il live sarà più informale, come il suono del disco. Asciugheremo tutto, anche i vecchi classici».

DIEGO PERUGINI

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