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Sito Expo: un parco lungo 1,5 chilometri

MILANO/EXPO

RHO-PERO Un parco lineare lungo il Decumano, un distretto concepito sulla base della mobilità driverless, l’integrazione tra funzioni pubbliche e private. Sono queste i punti salienti del masterplan per l’ex sito Expo presentato ieri. Sui terreni di proprietà di Arexpo e concessi in gestione per 99 anni al consorzio guidato dall’austrialiana LendLease, sorgerà il Parco della scienza, del sapere e dell’innovazione. A Nord saranno collocate le funzioni pubbliche (le facoltà scientifiche dell'Università Statale, il nuovo ospedale Galeazzi e lo Human Technopole), a sud quelle private. 

La parola d’ordine è contaminazione. A collegare tutti gli edifici, un parco lineare di oltre 1,5 chilometri, uno tra i maggiori parchi lineari d’Europa. Altro elemento distintivo sarà il “common ground”: tutti gli edifici, pubblici e privati, avranno il piano terra dedicato a funzioni pubbliche, tra negozi, orti, giardini e laboratori. 

Tra le novità, anche il fatto che l’intero distretto sarà progettato a misura di veicoli senza guidatore, per aumentare l’efficienza del sistema mobilità. Per Andrea Ruckstuhl, Ad di Lendlease Italia, si tratta di «un progetto che entrerà a pura maturazione in 10-15 anni e che creerà valore nel lungo periodo. Noi portiamo il capitale e l’esperienza, ma tutti i servizi e la progettazione li acquisteremo sul territorio con la logica del chilometro zero».

Tempi lunghi
«Da oggi e nei prossimi 3-4 mesi lavoreremo per definire e rifinire il masterplan. Per quanto riguarda Human Technopole abbiamo condiviso, approvato e sottoscritto un contratto che prevede un cronoprogramma dei lavori preciso che, a partire da dicembre 2017, porterà un progressivo rilascio di spazi a favore di Human Technopole. La prima tappa sarà il 22 dicembre e ogni semestre verranno rilasciati spazi a favore del progetto. Tutti gli spazi, compresi i due fabbricati da costruire, saranno ultimati entro la fine 2021», ha annunciato l’ad di Arexpo, Giuseppe Bonomi. «Contiamo nel 2018 di concludere tutti i procedimenti amministrativi, e cominciare l’attività di trasformazione complessiva nel 2019», che continuerà per qualche anno. Intanto, conclude Bonomi, «sono arrivate più di 50 manifestazioni di interesse e oltre il 50% di queste provengono da imprese che operano su mercati globali e molte di queste operano nel settore del pharma e delle scienze della vita».

«Impegni rispettati»
 «Siamo partiti come struttura societaria poco più di un anno e mezzo fa e abbiamo rispettato gli impegni presi fino a oggi», ha aggiunto orgoglioso il presidente di Arexpo, Giovanni Azzone. 
I primi ricercatori e il personale amministrativo entreranno nel sito Expo, a Palazzo Italia e in altri due edifici già esistenti, a gennaio 2018, ha spiegato Cristina Messa, Rettore della Bicocca e membro del Comitato di coordinamento per lo Human technopole. «In previsione - ha aggiunto - ci sono altri due edifici da costruire per un totale di 35 mila metri quadri». Agli impiegati di Human technopole si aggiungeranno poi nel mese di gennaio anche i dipendenti della stessa  LendLease. An.spa.

 

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