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Montella cacciato il Diavolo a Gattuso

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CALCIO Ieri il fulmine che in realtà era nell’aria da tempo: con  un tweet il Milan ha comunicato l’esonero di Vincenzo Montella dall’incarico di allenatore della Prima Squadra e quindi affidato la conduzione tecnica  a Gennaro Gattuso, che lascia il suo incarico di allenatore della Primavera. Nonostante le numerose attestazioni di fiducia  e di stima della società rossonera nei confronti del tecnico, alla fine, si è preferito provare  a dare una   scossa alla squadra licenziando l’allenatore. E l’Aeroplanino esce di scena con grande signorilità ma tanta tristezza: «Allenare il Milan è stato un onore, ringrazio tutti, società, giocatori e tifosi. La squadra mi seguiva ma ora auguro a Rino di portare il Milan dove merita. Evidentemente io  ho fallito».  Il pari di San Siro con il Torino, la valanga di fischi dei tifosi rossoneri, non hanno aiutato Montella, ma la decisione ha origini più profonde. L’ex tecnico del Diavolo lascia un Milan che ha perso tutti gli scontri diretti contro le squadre che lo precedono in classifica, che occupa la settima posizione in classifica con sei sconfitte  a -11 dalla zona Champions League, obiettivo dichiarato della proprietà in estate. L’avventura di Vincenzo Montella alla guida del Milan è quindi durata 16 mesi. Un percorso costellato di alti e bassi, che ha avuto il suo culmine con la vittoria della Supercoppa italiana dello scorso dicembre a Doha contro la Juventus. È stato il 29esimo e ultimo successo dell’era Berlusconi, il primo dopo cinque anni con la bacheca vuota. Alla fine dello scorso campionato, chiuso al sesto posto, Montella ha riportato il Milan in Europa dopo tre anni e mezzo. Proprio l’ottimo lavoro svolto con una squadra costruita, per l’ultima volta, da Galliani senza investimenti rilevanti, gli è valsa la riconferma da parte della nuova proprietà che però ieri ha fatto marcia indietro.

COSIMO CROCE

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