Spettacoli

“Il mio instancabile malato immaginario”

TEATRO

ROMA Dal 28 novembre al 17 dicembre, all’Eliseo, Gioele  Dix sarà il protagonista del “Malato immaginario” di Mòliere, per la regia di Andrée Ruth Shammah.
Come ha costruito il suo Argan?
Immaginandolo come un uomo dei giorni nostri affetto da depressione o bipolarismo. Il suo modo di difendersi attraverso l’ipocondria credo sia esattamente uguale a quello che utilizzano le persone depresse o bipolari.

Qual è, secondo lei, la particolarità di quest’opera rispetto al resto della produzione del grande comico francese?
È molto originale, perché per svilupparne appieno le potenzialità è necessario tenere sempre presenti le reazioni di più personaggi. Non c’è un protagonista-mattatore, anche se -e comporta una grande fatica fisica- ti costringe a stare sul palco dall’inizio alla fine senza un attimo di tregua.

Chi sarebbero oggi i bersagli preferiti di Molière?
I poteri forti, anche se oggi sarebbero molto più difficili da individuare rispetto a quelli dei suoi tempi. Io credo che se la prenderebbe soprattutto con i lobbisti, con le forze più “oscure” della politica.

Lei che è un artista poliedrico, saprebbe dirci in che cosa crede di riuscire meglio?
In tutto ciò che coinvolge la messa in scena di uno spettacolo teatrale. Non mi piace solo fare l’attore, amo anche scrivere per altri, curare le regie, fare un po’ di tutto.

Di cosa avrebbe bisogno la grande comicità, ai giorni nostri?
Di liberarsi da certi condizionamenti che la televisione gli sta imponendo a livello di velocità e tempi tecnici.

DOMENICO PARIS

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