Fatti&Storie

Minniti: «Ad Ostia lo Stato sarà duro»

ostia

ROMA «Non possiamo consentire che il litorale della Capitale del nostro Paese possa essere condizionato dalle mafie. Il tema della liberazione di Ostia dalla mafia sarà irrinunciabile, lì ci giochiamo un pezzo della sovranità del nostro Paese. È nelle sfide più difficili che si vede la forza dello Stato. Noi saremo duri e intransigenti. Perché quello che sta avvenendo a Ostia non è tollerabile in una democrazia». Non ha usato mezzi termini il ministro dell’Interno, Marco Minniti, dopo la nuova intimidazione avvenuta ad Ostia.

Colpi contro la porta

Nella serata di sabato, alle 22, sono stati esplosi cinque colpi di pistola contro la porta di casa di Silvano Spada, un 33enne membro della famiglia con diversi precedenti. Il palazzo preso di mira si trova in via Forni, quartier generale del clan, e solo la blindatura del portone ha evitato il rischio di vittime. Poco dopo è stata presa a calci e pugni anche la porta di casa del fratello 44enne di Silvano, Giuliano Spada. I nuovi episodi, su cui indaga la polizia di Ostia, testimoniano l’infuriare della guerra tra gruppi criminali sul litorale romano e seguono di tre giorni l’agguato in una pizzeria in cui sono stati gambizzati due uomini.

La sfida in strada

Proprio in via Forni il fratello del boss degli Spada, Roberto (ora in carcere dopo la testata al cronista Rai), gestiva una palestra. E il palazzo contro il quale sono stati esplosi gli spari si trova sopra il bar dove nel 2011 furono uccisi due pregiudicati. È evidente che è in corso una battaglia tra il clan degli Spada e quello dei Fasciani che non si fanno scrupolo di affrontarsi in strada.

METRO

Articoli Correlati
Fatti&Storie