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Arbore Plus, e la musica è un toccasana per il cuore

Renzo Arbore

ROMA «La musica toccasana è un integratore  musicale per il cuore, una musica che non affatica, ma che cura e blandisce. Arbore Plus dovrebbe essere venduto in farmacia come un balsamo». A distanza di 3 anni dal precedente lavoro Renzo Arbore torna con un triplo cd (Arbore Plus, in uscita oggi) di “musica energizzante, multivitaminica, ad ampio spettro”. Il popolare musicista e showman lo presenta domani alle 19 alla Feltrinelli di via Appia Nuova.

Qual è la “musica toccasana” di cui parla?
Sicuramente lo swing, un genere che è stato riscoperto ultimamente dai giovani e che ha accompagnato la mia giovinezza. Poi ho scoperto la mia voce da crooner, abbassando un po’ la mia tonalità, e anche quello un mondo che è stato rilanciato negli ultimi tempi da artisti come Michael Bublè, Diana Krall, Peter Cincotti e con il quale sono cresciuto. E naturalmente le canzoni napoletane. Quando tempo fa ho cominciato a riproporle pochi pensavano che fossero delle vere poesie in musica, come in effetti sono.

Lei sostiene che la canzone italiana è stata sempre sottovalutata.
È stata sottovalutata moltissimo, dai tempi della romanza è sempre stata ricca di talenti, ed è stata sottaciuta dalla cultura. L’hanno bollata troppo spesso come una forma d’espressione minore, come “canzonetta”. Gli intellettuali dovrebbero fare ammenda. Noi abbiamo avuto, anche rispetto a paesi come Francia e Usa, una gran varietà d'ispirazione da De André a Dalla, da Battisti a Pino Daniele. Abbiamo esportato poco rispetto a quanto abbiamo creato.

Fra le sue creazioni c’è Doc, uno dei pochi veri programmi dedicati alla musica nel nostro paese.
A Doc, da Miles Davis a Chet Baker al gotha della musica italiana, è passata tutta la musica buona dell'epoca. Oggi le televisioni fanno soprattutto la musica che vende. I talent, i contest, i debuttanti vanno benissimo, meglio i "talent" che i "no talent", ma in Italia ci sono tanti musicisti bravissimi e giovani che non hanno alcuna visibilità.

Fanno abbastanza le istituzioni per la musica nel nostro paese?
La musica andrebbe aiutata di più. E studiata. Anche la rete, in questa direzione, può essere un veicolo straordinario.

STEFANO MILIONI

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