Spettacoli

Bisio: «Non sono in grado di fare il padre autoritario»

Cinema/Gli sdraiati

ROMA Non rispetta nessuna regola. Né dentro né fuori casa. E il padre, che ha la faccia di Claudio Bisio, ne “Gli Sdraiati” ispirato molto  liberamente al libro di Michele Serra e dal 23 nei cinema,  non riesce a imporgli (quasi) nulla. Dovrebbe essere un’immagine della scomposta gioventù contemporanea in cui un figlio al  padre che lo accusa di chiudersi come la porta di un sommergibile a tenuta stagna risponde che deve chiudere perché altrimenti affoga nelle troppe attenzioni  del padre ma, come precisa Francesca Archibugi che lo dirige, «non pretende di essere un trattato ma una storia unica che parla un po’ di tutti».

Che padre è Claudio Bisio? 
Sono stato un figlio negli anni ‘70 e mio padre, che non era un fascista, era però una persona autorevole: decideva tutto e non si discuteva. Poi, da adolescente ho lottato contro l’autorità e quindi oggi con i miei figli non sono capace di esercitarla. Come il padre del film so di sbagliare, ma non riesco e forse non voglio essere diverso.

In una scena del film lei chiede a suo figlio di restare a dormire nel lettone. Le è mai capitato? 
Mio figlio ha 19 anni e sono passato da un’esagerazione all’altra: da quando lo coccolavo a quando non riuscivo  più a toccarlo. Capisco quindi quel bisogno di vicinanza.

Come si trova oltre la commedia? 
Non mi era mai capitato di commuovermi vedendo me stesso al cinema. Ho detto tutto.

SILVIA DI PAOLA

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