Fatti&Storie

Gtt: sette giorni per salvarsi

Torino/Trasporti

TRASPORTI Sarà un’altra settimana chiave per i trasporti pubblici di Torino. Fra pochi giorni il nuovo piano industriale di Gtt, che dovrà risolvere la crisi finanziaria dell’azienda, dovrà essere approvato dall’assemblea dei soci, in sostanza dalla Città di Torino, che controlla Gtt tramite la sua società finanziaria Fct.
È un piano elaborato dal management con una società esterna e prevede una riduzione del 10% del personale, col pensionamento di 550 lavoratori sui 4.800 attuali senza nuove assunzioni; l’acquisto di 455 mezzi, quasi la metà della flotta,  oggi composta da mezzi spesso guasti e inquinanti, con risparmi sulla manutenzione; e una nuova organizzazione delle linee, con il potenziamento di quelle più utilizzate e tagli su quelle meno sfruttate. Servirà una cifra tra i 120 e i 130 milioni, di cui una sessantina dalla Regione, una parte dal governo e circa 40 dal Comune. Un contributo dovrebbe arrivare anche dalle banche. Se il piano non dovesse funzionare, scatterebbe il piano B sul quale  Regione Piemonte e  Comune di Torino concordano: il commissariamento da parte del ministero dell’Economia, con un tecnico che sostituirebbe gli attuali vertici dell’azienda per rimettere a posto i conti. 
Andrea Giambartolomei

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