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Noel Gallagher: Canto la gioia e la speranza. È la mia rivoluzione

Noel Gallagher/Lawrence Watson

MUSICA Occhiali scuri e abiti casual, senza fronzoli. L’ex Oasis Noel Gallagher ci presenta “Who Built The Moon?”, nuovo cd con gli High Flying Birds, in uscita il 24 novembre. Il 30 sarà ospite a X Factor, poi suonerà l’11 aprile 2018 al Fabrique di Milano, unica data italiana.

Ci descriva il disco, Noel…
Lo definirei “cosmic pop”, però mantiene l’essenza del rock, nel senso che è libero nell’anima. Dovevo cambiare strada e il produttore David Holmes mi ha aiutato, impedendomi di scrivere cose troppo simili a Oasis e dintorni. All’inizio è stato frustrante, poi mi sono divertito. La vita è troppo breve per ripetersi, quindi faccio ogni disco e tour come fossero gli ultimi. E, se dovessi morire adesso, sarei orgoglioso di ciò che ho fatto.

Di cosa parlano le canzoni?
Troppo facile fare rock urlato con le notizie del tg. E, poi, Trump è noioso, così come i politici. Il ciccione della Corea del Nord è buffo, ma noioso anche lui. Allora ho scritto canzoni di gioia e speranza, il che oggi è rivoluzionario.

Intanto suo fratello Liam continua a sparare a zero su di lei…
Se scoprite perché fatemelo sapere. Forse ha bisogno di andare in terapia.

Contento del suo Manchester City?
Guardiola è un Messia ed è l’allenatore meglio vestito. E la squadra gioca il miglior calcio in circolazione. Sorry per il vostro Napoli…

Che ne pensa della Regina coinvolta nei Paradise Papers?
Ma che sorpresa! (ironico, ndr). La regina non paga le tasse, invece io ne pago sin troppe.

 

DIEGO PERUGINI

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