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Gli svedesi ci credono Il racconto da Metro-Svezia

Svezia-Italia

CALCIO  Ricordo  bene la prima volta che vidi giocare la Svezia contro l’Italia. Era una gara per le qualificazioni  all’Europeo allo stadio Nya Ullevi di Goteborg in una felice serata estiva. L’Italia aveva vinto il mondiale in Spagna l’anno prima ed era favorita.  Nessuno avrebbe  creduto in una nostra vittoria: ma gli svedesi giocarono da eroi,  vinsero 2-0 e questo mi fece pensare, a undici anni, che la vita fosse meravigliosa e giusta. Qualche anno dopo  si incontrarono a Napoli e gli svedesi giocarono una delle loro migliori partite di sempre vincendo 3-0 dopo uno show di Glenn Strömberg che segnò una doppietta (se qualche lettore di Metro può darmi un risultato migliore della nazionale svedese mi mandi una mail). Da allora per la Svezia non è più stato semplice vincere con gli azzurri. Il che non è strano, visto che l’Italia è una delle grandi nazioni del mondo del calcio, storicamente al livello di Brasile e Germania. La logica dice che per gli svedesi non sarà facile stasera alla Friends Arena, e nemmeno al ritorno,  al Meazza. Giocatore per giocatore, gli italiani hanno opzioni migliori per ogni ruolo.   Tuttavia qui c’è ottimismo intorno alla nazionale svedese e fiducia, cosi dicono le persone vicino alla squadra con cui ho parlato,  intorno a Janne Andersson. La vittoria è possibile.   Io cerco di resistere, ma non posso fare a meno di essere ottimista. Oso pensare ad una vittoria, stasera. Il calcio non è logica. Il mio sogno è assaporare la stessa felicità di quella meravigliosa sera d’estate del 1983, quando tutto sembrò possibile.

Hermann Dill, Metro Svezia

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